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28,7 miliardi al privato: vorrei tanto che la politica si concentrasse sul pubblico puro in sanità

Ho letto con attenzione il report sulla sanità privata dell’area studi di Mediobanca. Questi profitti sono possibili anche grazie alle risorse dei contribuenti
28,7 miliardi al privato: vorrei tanto che la politica si concentrasse sul pubblico puro in sanità
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Siamo alla pausa estiva. Nell’anno che verrà ci saranno molti cambiamenti, alcuni in cui i cittadini potranno partecipare con il loro voto democratico. Nel 2027 infatti ci saranno infatti sia le elezioni politiche nazionali che le amministrative in parecchi comuni tra i quali il mio, Milano. Un cambiamento sarebbe quanto mai utile in sanità.

Ho letto con attenzione il report sulla sanità privata dell’area studi di Mediobanca.

Nel 2024 il 20,8% della spesa sanitaria pubblica è andata a finanziare le strutture private accreditate per un valore complessivo di 28,7 miliardi di euro. Il dato del 2024 è in linea con i dati degli anni precedenti, 2002-2024, che hanno visto un incremento annuo di spesa del 3%. I profitti delle strutture private accreditate, che già “deviano”, senza controllo, verso il privato puro sia per esami, per visite e per interventi, sono possibili anche grazie alle risorse dei contribuenti.

Poi ci sono casi eclatanti come il Gruppo San Raffaele (proprietà del deputato della Lega Antonio Angelucci) in cui l’87,2% dei ricavi sanitari derivano da prestazioni convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Questo dato da un lato potrebbe essere positivo perché vuol dire che la struttura è prevalentemente pubblica ma dall’altro la spesa statale non rimane a stretto giro allo Stato, negli ospedali, ma infoltisce il conto corrente del privato che, speriamo, non trovi il modo di pagare meno tasse.

Vorrei tanto che tutte le forze politiche potessero pensare solo al pubblico puro in sanità sviluppando idee e progetti pubblici invece di continuare a spostarsi verso il privato in sanità.

Per questo sono ancor più basito leggendo l’emendamento al Decreto Lavoro, prima firma Claudio Lotito, che esclude le strutture private dall’obbligo di adeguamento automatico all’inflazione degli stipendi del personale. Quindi l’aumento del fatturato dei principali operatori di sanità privata in Italia (pari a 13,4 miliardi di euro nel 2024) avviene anche a spese dei dipendenti.

Occorrerebbe una inversione di marcia da parte di medici, paramedici ed operatori tutti verso gli ospedali pubblici. Questo mi auguro. Ma questo può avvenire solo con regole certe e proposte adeguate al solo fine di preservare il nostro Servizio Sanitario Nazionale e la salute vera di tutti.

Buona estate.

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