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Sindrome emolitico-uremica, cosa è la malattia che ucciso il piccolo Mattia Maestri e perché i formaggi a latte crudo sono pericolosi

Che cosa è la sindrome emolitico-uremica, e perché bisogna prestare attenzione al latte crudo
Sindrome emolitico-uremica, cosa è la malattia che ucciso il piccolo Mattia Maestri e perché i formaggi a latte crudo sono pericolosi
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Aveva mangiato formaggio lavorato con latte crudo, contaminato da escherichia coli. Era il 2017 e da allora, a causa dell’insorgere della sindrome emolitico-uremica (SEU), Mattia Maestri, che aveva quattro anni, versava in uno stato vegetativo permanente. Il padre, Giovanni Battista, ha annunciato oggi, attraverso il quotidiano Il T, la morte del figlio.

Morire di latte

Chi potrebbe immaginare che nel XXI secolo, in nazioni dall’elevato standard alimentare di sicurezza, soggetti fragili possano ancora rischiare la morte o il coma per aver consumato latticini crudi? “Eppure non è un caso isolato, negli ultimi anni vari bambini sono rimasti uccisi o in stato vegetativo. Si può e si deve evitare”, ha affermato l’avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare internazionale. Un paio d’anni fa il caso di Elia, morto a soli 3 anni. Poi, in Trentino, è successo nel 2018 a un bambino, e nel 2023 a una bambina.

Crudo è pericoloso

Tutto ruota intorno al latte crudo, cioè che non viene sottoposto ad alcun trattamento termico con temperature superiori a 40° come la bollitura o la pastorizzazione. “Il latte crudo può venire contaminato in fase di mungitura – per contatto con le feci dell’animale, spesso presenti sulla cute della mammella – o comunque in stalla, per l’impiego di attrezzature o recipienti non sanificati. Gli STEC possono peraltro venire inattivati con un appropriato trattamento termico, la pastorizzazione a +72° C per almeno 15 secondi o a + 63°C per almeno 30 minuti”, ha chiarito Dongo. Gli STET sono certamente i microorganismi più pericolosi, ma non sono gli unici potenzialmente presenti nel latte crudo, capaci di causare gravi infezioni alimentari. L’elenco è davvero lungo: Listeria monocytogenes, Campylobacter termofili, Salmonella spp…

“Questi batteri sono particolarmente dannosi per i bambini, che hanno un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo. Infezioni come la sindrome emolitico-uremica (SEU), causate dai batteri del latte crudo, possono avere conseguenze devastanti: insufficienza renale, coma, e, nei casi più gravi, la morte. La SEU è rara, ma quando colpisce, come nei casi di Elia e Mattia, l’impatto è devastante”, ha spiegato Alberto Ferrando, docente all’università di Genova e presidente Associazione pediatri liguri. “Ben venga il ritorno alla natura, ma occorre consapevolezza. I nostri vecchi il latte lo bollivano”, ha aggiunto il pediatra. “È necessario fare una campagna di informazione per tutti i genitori perché non diano prodotti a base di latte crudo sotto i dieci anni. Inoltre l’etichetta sui formaggi da latte crudo deve essere ben chiara, per tutelare il consumatore”.

Etichette chiare

La normativa UE 853/2004 prescrive l’indicazione obbligatoria della presenza di latte crudo su prodotti lattiero-caseari freschi e semi-stagionati. Le scritte in etichetta ci sono, ma a volte sono troppo piccole e sfuggono, oppure proprio non se ne capisce l’importanza. Sarebbero importanti informazioni supplementari, anche su base volontaria come in Francia, con tanto di rappresentazioni grafiche (per esempio l’immagine di un bambino o di una donna incinta barrate). Andrebbero certamente indicate le categorie vulnerabili, nella fattispecie bambini, soprattutto se molto piccoli, anziani, donne incinte, immunocompressi. Ma le etichette dei prodotti, per quanto ben fatte, possono non bastare: ci sono altre occasioni in cui le avvertenze sono indispensabili. Anche i piccoli produttori, come malgari e agriturismi, devono fornire le informazioni necessarie. Ma che queste ci siano o meno, nessun prodotto può essere consumato dai bambini o altri soggetti a rischio. E la cautela è indispensabile pure per gli adulti sani, anche se per loro è meno problematico. Perché rischiare, quando basta usare latticini pastorizzati? Ma se proprio si vogliono quelli di latte crudo, basta dare la preferenza a formaggi stagionati come grana e parmigiano.

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