Nuovi guai giudiziari per René Higuita. Un tribunale colombiano ha disposto il sequestro della villa dell’ex portiere della nazionale, oggi in stato di abbandono: secondo l’accusa, l’immobile è stato acquistato in origine con denaro proveniente dal cartello di Medellín guidato da Pablo Escobar, prima di passare nelle mani dell’ex calciatore nel 1992.
La vicenda nasce da un’inchiesta aperta dalla Procura nel 2014 per fare luce sulla provenienza della casa, situata nel quartiere residenziale di lusso di El Poblado, a Medellín, città natale di Higuita e centro delle attività criminali del boss del narcotraffico ucciso nel 1993.
Higuita è uno dei portieri più iconici della storia del calcio: soprannominato “El Loco“, è stato il primo a usare i piedi e giocare come se fosse il libero della squadra. Ma la sua vita è stata segnata anche da episodi controversi: nel 1993 fu arrestatoper aver fatto da mediatore tra i narcotrafficanti di Pablo Escobar e Carlos Molina al fine di di far rilasciare la figlia. Nel 2004 invece fu trovato positivo alla cocaina in un test antidoping.
La sentenza di primo grado ha confermato la confisca della proprietà, ma l’ex portiere, 59 anni, ha già annunciato che presenterà ricorso. In una dichiarazione pubblica ha ribadito di aver acquistato regolarmente l’immobile con fondi propri, negando qualsiasi coinvolgimento con organizzazioni di narcotrafficanti.
Intervistato dall’emittente Blu Radio, Higuita ha inoltre difeso la procedura seguita all’epoca: “Allora, negli anni ’90, non avevamo la tecnologia di oggi che ci permette di andare online e iniziare a fare ricerche… all’epoca verificavamo i titoli di proprietà e i certificati di registrazione. E quei certificati non riportavano alcun precedente penale“. L’ex portiere ha infine assicurato che utilizzerà tutti gli strumenti legali a sua disposizione per contestare la decisione del tribunale.