Pistola in regalo da Erdoğan, Starmer e Merz la lasciano in Turchia. Il governo italiano: “Seguite tutte le procedure”
Il governo italiano assicura di aver seguito “tutte le procedure previste“: la pistola donata da Recep Tayyip Erdoğan ai leader della Nato “è stata presa in carico direttamente ad Ankara da personale autorizzato a maneggiare armi, mentre al rientro a Roma sono state avviate le procedure per denunciarne il possesso”, spiega l’esecutivo in una nota non ufficiale. “Il dono, come avviene per tutti quelli ricevuti dalla premier, è stato quindi registrato e protocollato a palazzo Chigi”, viene precisato. Ma dall’opposizione Angelo Bonelli accusa: “Un revolver carico, inciso con il nome, consegnato a ogni leader presente non è folklore diplomatico. È l’immagine plastica di una Nato che dice di garantire la pace e intanto distribuisce armi da fuoco come gadget tra capi di Stato”, dichiara il leader di Europa Verde. “Il premier britannico Starmer”, aggiunge, “ha avuto almeno la dignità istituzionale di ammettere l’imbarazzo, lasciando l’arma in Turchia perché la legge del suo Paese non gli permette di portarla a casa. Dal governo italiano, invece, silenzio totale: nessuna dichiarazione, nessuna trasparenza su cosa sia stato fatto del “regalo” ricevuto dal nostro rappresentante ad Ankara. È lo stesso silenzio che accompagna le scelte del governo Meloni sulla politica estera e sul riarmo: adesione al ricatto di Trump del 5% del Pil, aumento della spesa militare, nessun vero dibattito parlamentare sulle priorità strategiche del Paese”, denuncia.
Starmer, in effetti, ha deciso di lasciare il dono nella capitale turca, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz (che l’ha consegnato all’ambasciata tedesca) e al primo ministro olandese Rob Jetten. Il premier belga Bart De Wever, secondo quanto riferito, ha invece “appreso l’esatta natura del regalo” solo dopo essere atterrato in patria: “Il primo ministro è rimasto sorpreso e l’ha immediatamente consegnata alla polizia aeroportuale affinché venisse custodita in una cassaforte e la questione è stata gestita secondo le procedure previste”, ha dichiarato un funzionario all’agenzia di stampa Afp. Il revolver donato al presidente polacco Karol Nawrocki è arrivato a destinazione “con le dovute precauzioni”; quello destinato al premier svedese Ulf Kristersson “dovrà essere trasportata in Svezia nel rispetto di tutte le procedure applicabili”. Mark Carney, primo ministro del Canada, ha adottato una soluzione a metà: l’arma è stata imbarcata sul volo di ritorno, ma le munizioni sono rimaste in Turchia. Mentre l’arma regalata al premier spagnolo Pedro Sánchez è stata consegnata al ministero dell’Interno, che si occuperà di renderla inutilizzabile prima di inventariarla e immagazzinarla.
Tra chi ha accettato il cadeau di Erdoğan anche i vertici delle istituzioni Ue, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa. Un portavoce di von der Leyen ha dichiarato che la leader ha ringraziato Erdogan per il dono: la pistola, viene spiegato, “sarà trasportata e conservata in sicurezza” e donata a un museo militare una volta disattivata. “Stiamo seguendo le procedure belghe per riportarle in Belgio. L’arma da fuoco sarà dismessa e custodita in linea con i requisiti di sicurezza del segretariato generale del Consiglio”, dichiara invece un funzionario a nome di Costa.