Il Wwf eredita la villa e il patrimonio dei due coniugi trovati mummificati nella loro casa in Valpolicella
La villa di Marco Steffenoni e Maria Teresa Nizzola diventerà una riserva naturale: i due coniugi, i cui corpi mummificati sono stati trovati il 15 marzo 2025 nella loro abitazione tra Montericco e la Valpolicella (Verona), hanno scritto nel loro testamento che la loro eredità andrà al Wwf, di cui erano soci dagli anni ottanta.
La coppia, che negli ultimi vent’anni aveva scelto di tagliare i rapporti con l’esterno, era deceduta tre mesi prima a causa di una fuga di monossido di carbonio ed era stata ritrovata da tre “urbex“, esploratori di edifici abbandonati che erano entrati nella villa credendola disabitata a causa delle diverse lettere nella cassetta delle lettere e delle mosche che la stavano infestando. Una volta entrati avevano trovato la donna seduta in poltrona davanti al camino e l’uomo a terra nella camera da letto. Non era la prima incursione nella villa, da cui erano già stati sottratti quadri e oggetti di valore.
Dopo il ritrovamento dei corpi era stata chiamata la polizia e la villa era stata posta sotto sequestro. Erano stati trovati diversi testamenti: nonostante alcuni parenti della donna avessero provato a farsi avanti, l’intero patrimonio era stato donato al Wwf, che erediterà anche un immobile con alcuni appartamenti e dei terreni nel mantovano che, secondo le ultime volontà dei coniugi Steffenoni, serviranno per mantenere la riserva naturale. L’inventario del patrimonio si aggira intorno al milione e mezzo di euro.
Una volta formalizzata la dichiarazione di successione, il Wwf potrà iniziare a sviluppare un progetto. Gian Pietro Bianchi, l’avvocato che ha seguito l’associazione nelle pratiche dell’eredità, ha affermato che “questo compito spetterà agli uffici del Wwf e in primo luogo all’ufficio Conservazione. Nel frattempo nella proprietà a Montericco sono state installate una serie di telecamere con una duplice funzione: da un lato per osservare la flora e la fauna che popolano il territorio e valutare quindi la futura destinazione dell’area, dall’altro per mettere tutto in sicurezza”.
La coppia si era isolata dopo che Marco aveva chiuso il suo studio dentistico a pochi passi dalla Casa di Giulietta, tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila. Per un periodo avevano dato in affitto le stanze della loro villa ad alcuni studenti universitari, ma poi avevano deciso di cessare quell’attività e nell’ultimo periodo avevano persino licenziato il loro giardiniere di fiducia.
Dopo il ritrovamento, i loro cadaveri sono rimasti per oltre un anno nella sezione di Medicina legale dell’ospedale di Borgo Roma prima che l’associazione ambientalista potesse seppellirli, lo scorso febbraio, nella cappella di famiglia di Maria Teresa Nizzola.
Nel frattempo, altri gruppetti di urbex avevano tentato di entrare nella villa a Pasqua 2025, incorrendo però in una banda di ladri che stava smontando alcuni pezzi delle auto di lusso di Marco e Maria Teresa. Un mese fa erano state poi arrestate due persone che, dal Piemonte, si erano appositamente recate a Montericco per razziare la dimora della coppia, ora sorvegliata dalle telecamere.