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Mark Rutte (Nato): “Riarmo? Creerà 200mila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti e moltissimi altri in Europa e Canada”

Il segretario della Nato torna sul paradosso degli investimenti sulla Difesa, già espresso al Financial Times: il Vecchio Continente spende, l'industria americana incassa aumentando l'occupazione
Mark Rutte (Nato): “Riarmo? Creerà 200mila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti e moltissimi altri in Europa e Canada”
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Mark Rutte torna sul paradosso del riarmo Occidentale: l’Europa compra, gli Usa vendono e creano posti di lavoro grazi agli acquisti degli alleati della Nato. I nuovi investimenti nella difesa infatti creeranno “200mila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti” e “moltissimi posti di lavoro” in Europa e Canada, ha dichiarato il segretario generale della Nato prima del summit dell’Alleanza ad Ankara. Non solo negli Usa crescerà l’occupazione per effetto del riarmo, secondo Rutte, ma anche nel Vecchio Continente. Così ha corretto la rotta rispetto all’intervista rilasciata al Financial Times l’1 luglio, quando aveva rimarcato esclusivamente i benefici per gli americani. Anche in quel caso il fedelissimo di Trump aveva snoccciolato lo stesso numero – 200 mila posti di lavoro negli States – accompagnato dai soldi spesi per il riarmo: 300 miliardi, verso l’industria bellica americana, dalle casse europee e canadesi.

Dal vertice Nato di Ankara, Rutte ha ribadito la forza e le ragioni americane negli scenari mondiali, dalla Russia all’Iran. “Assolutamente necessari” i bombardamenti Usa contro Teheran, che hanno contribuito a spezzare il cessate il fuoco. “L’Iran sta violando la tregua con l’attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza”, ha ammonito il segretario Nato. Poi l’avviso per Mosca: “Non scherzate con noi, non giocate con noi, non potete vincere”. Perché l’Alleanza atlantica difenderà “ogni centimetro del nostro territorio. Non si vince contro la Nato. Noi siamo un’alleanza difensiva, non attaccheremo mai nessuno, solo difenderemo il nostro modo di vivere, le nostre democrazie, il nostro territorio”. L’inclinazione filo-Usa e la morbidezza dei toni rivolti a Trump, del resto è nota. Sull’Iran, Rutte si è sempre schierato al fianco americano, sollevando proteste per le rivelazioni sull’uso delle basi aeree concesso agli Usa dagli Stati europei, anche da parte del governo Meloni.

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