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Catania, tenta di strangolare la compagna: la vittima salvata da una videochiamata con le amiche

L'uomo è stato arrestato: ha precedenti simili. Suo padre, uscito pochi mesi fa dal carcere, aveva accoltellato la ex moglie in strada in un altro tentato femminicidio
Catania, tenta di strangolare la compagna: la vittima salvata da una videochiamata con le amiche
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Ha tentato di strangolarla, le ha rotto le ossa del naso e le ha provocato un emorragia cerebrale che ha fatto temere conseguenze ancora più serie. A salvare la donna è stato l’allarme lanciato dalle amiche, con le quali stava effettuando una videochiamata e che hanno allertato le forze dell’ordine quando si sono ritrovate davanti alle prime violenze del compagno. L’uomo, 30 anni, è stato ora fermato dalla polizia di Catania e poi arrestato su ordine del giudice per le indagini preliminari. Lo scorso 3 aprile, suo padre, uscito da poco dal carcere, aveva accoltellato in strada l’ex moglie, sopravvissuta dopo alcune delicate operazioni chirurgiche.

La vittima del tentato femminicidio degli scorsi giorni è stata giudicata fuori pericolo, pur rimanendo ricoverata nella struttura ospedaliera per la gravità delle lesioni riportate. Dal racconto delle amiche è emerso che l’uomo, senza una residenza stabile, fosse asfissiante nei confronti della compagna con la quale aveva instaurato una relazione da meno di un anno. Si sarebbe reso protagonista di litigi senza alcun motivo, spesso culminati in veri e propri atteggiamenti aggressivi, come, ad esempio, quello avvenuto nello scorso mese di febbraio quando i poliziotti erano stati allertati per un analogo episodio di violenza domestica.

Già nel 2023, il trentenne era stato destinatario del provvedimento dell’ammonimento del Questore per violenze perpetrate nei confronti dell’ex moglie e altre circostanze di aggressione sarebbero avvenute con altre compagne dell’uomo. Nell’abitazione sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica in modo da effettuare tutti i rilievi necessari per raccogliere eventuali prove, tracce ematiche e biologiche, fotografando i luoghi.

Ultimati gli adempimenti, i poliziotti hanno condotto l’uomo in questura. Il pubblico ministero del gruppo di lavoro specializzato e dedicato ai reati contro la violenza di genere della procura di Catania ha disposto di condurre il 30enne in carcere, in attesa della convalida del fermo. Il giudice, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo, disponendo il carcere per l’uomo.

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