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Strage di Viareggio, la pagina prepagata per l’appello a favore del cittadino innominato (che sembra Mauro Moretti)

L'intervento del più grande appaltatore di opere pubbliche funge da guida spirituale per un nutrito gruppo di cittadini altolocati che sottoscrivono un appello a favore - sembrerebbe - di Mauro Moretti
Strage di Viareggio, la pagina prepagata per l’appello a favore del cittadino innominato (che sembra Mauro Moretti)
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Siamo all’appello prepagato in favore di persona da nominare. Una pagina ieri è comparsa su La Repubblica comprata da Partecipazioni Italia, società del gruppo Webuild, colosso delle costruzioni, e destinata ad accademici, economisti, gran commis, giuristi e manager di diverso grado per permettere loro di sottoscrivere l’appello all’ignota vittima di quel che viene considerato il saccheggio di uno dei principi fondativi della Costituzione: la responsabilità penale personale.

L’intervento economico del più grande appaltatore di opere pubbliche in Italia funge dunque in questo caso da guida spirituale, diciamo così, per questo primo nutrito gruppo di cittadini altolocati che sottoscrivono un appello a favore – sembrerebbe – proprio di Mauro Moretti, l’ex amministratore delegato di Fs ora in carcere per essere stato condannato per la strage di Viareggio, senza però nominarlo.

Prosa coinvolgente ma non pervasiva, solidale ma con riguardo. Più interessante del testo sottoscritto resta comunque il fatto che Luciano Violante, Paola Severino, Renato Brunetta, Fabrizio Palenzona, Pietro Lunardi e tanti altri onorevolissimi cultori del diritto e dell’impresa hanno accolto la proposta di Pietro Salini, primo firmatario dell’appello e amministratore delegato di Webuild. Una pagina prepagata per un testo preconfezionato a favore appunto di un cittadino innominato.

Eppure gli appellanti, tutti con Irpef di notevole peso, avrebbero avuto ogni capacità e competenza di intervenire nel dibattito pubblico nel modo che avessero ritenuto, persino attraverso un appello finanziato addirittura da essi stessi.

E l’idea di non riferire direttamente del caso Moretti, supponiamo per non personalizzare la questione, ha l’effetto opposto. Personalizza eccome! E fa di Moretti quel che non si vorrebbe far apparire: un super cittadino, un campionissimo dell’Italia che gestisce e governa, un manager coi fiocchi che non si processa in nome della “responsabilità oggettiva”.

Gli appellanti temono appunto, nonostante la condanna faccia riferimento a una responsabilità personale nella strage di Viareggio, che non sembra proprio così. La sollecitudine mostrata oggi è stata però dimenticata ieri quando non l’impresa ma la politica, per fare un esempio, è stata colpita da una condanna simile. L’ex sindaca di Torino Chiara Appendino fu condannata perché ritenuta colpevole di omessa vigilanza nella pianificazione della riunione dei tifosi juventini in piazza san Carlo in occasione della partita di Champions (3 giugno 2017, negli incidenti morirono due donne e altre 1500 rimasero ferite).

Ma Moretti è Moretti. L’intramontabile Alberto Sordi nel Marchese del Grillo ci aveva comunque avvertiti: “Io so io e voi non siete un cazzo”.

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