Ispettori del lavoro, Calderone rivendica “significativa crescita”. Ma negli ultimi due anni sono diminuiti: continua la fuga causa bassi stipendi
“Il personale ispettivo negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo”, ha detto martedì la ministra del Lavoro Marina Calderone durante le comunicazioni alla Camera sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma la sua affermazione, che confronta il dato attuale con i numeri del 2021, gioca a nascondere una realtà del tutto diversa. Nell’ultimo biennio gli addetti ai controlli nelle aziende si sono al contrario ridotti di molto, con una tendenza che rischia di proseguire nei prossimi anni per quella che i sindacati definiscono fuga dall’Ispettorato. Tra personale vigilante in servizio presso Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), Inps, Inail e Arma dei carabinieri, dal 2023 al 2025 c’è stato un calo di 402 ispettori. Si tratta di una riduzione facilmente verificabile sui rapporti annuali sull’attività ispettiva, dai quali si comprende anche l’artificio matematico adoperato da Calderone.
Dov’è il trucco? In pratica, nel 2023 l’Inl aveva beneficiato di un cospicuo potenziamento: anche grazie all’assunzione di 677 ispettori tecnici, l’organico complessivo era passato a 3.222, contro i 2.412 dell’anno precedente. Un po’ di ossigeno per un ente che scontava una storica carenza di personale, malgrado il delicato compito che svolge. Tuttavia, già dal 2024 la dotazione è tornata a calare, passando a 3.160 unità che poi sono ulteriormente scese a 2.969 nel 2025. Nel complesso, se nel 2023 i quattro enti coinvolti si erano potenziati con un saldo positivo di 785 ispettori, nei successivi due anni hanno già subito una nuova perdita pari a oltre la metà del rinforzo appena ottenuto.
Ecco quindi spiegata la ricostruzione di Calderone. La perdita dell’ultimo biennio è stata notevole, ma (per fortuna) non ha ancora eroso tutto il potenziamento arrivato nel 2023, per effetto delle norme approvate nel 2021. Quindi, il banale confronto tra il 2021 e il 2025 mostra ancora il segno positivo, perché – sempre mettendo insieme Inl, Inps, Inail e Carabinieri – siamo passati da 3.848 ispettori agli attuali 4.366. Ma si tratta di un cherry picking aritmetico che tende a occultare la polvere sotto il tappeto. Considerando solo l’Ispettorato, secondo il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) del triennio 2026/2028, la dotazione organica – che include i dirigenti e tutti i funzionari delle sedi centrali e periferiche – dovrebbe essere pari a 7.766, ma gli effettivi sono solo 5.177.
Calderone rivendica le norme approvate dal governo Meloni che hanno sbloccato assunzioni, anche recentemente. Il concorso bandito dal governo Draghi aveva previsto l’ingresso di 750 ispettori tecnici, l’attuale esecutivo ne ha aggiunti 250. Di questo sta per terminare lo scorrimento delle graduatorie, ma sembra che siano riusciti a coprire circa il 65% dei mille posti disponibili. La legge di Bilancio 2026 ha stabilito poi 300 unità di personale da assumere nel triennio fino al 2028, divisi tra 50 tecnici e 250 ispettori ordinari; mancano però ancora i concorsi. Il problema è che, oltre al tempo che passa tra quando viene fatta la legge e quando finiscono i concorsi, in questi anni reclutare personale nell’Ispettorato è stato come riempire una vasca con il tappo aperto. Gli assunti tendono ad andare via e a ricreare il buco perché, secondo i sindacati, oggi l’Ispettorato non è attrattivo, soprattutto il trattamento economico è ritenuto insufficiente per le responsabilità richieste e tanti idonei scappano verso altre pubbliche amministrazioni appena possono. “Il Centro-Nord – spiega Matteo Ariano, che segue l’Ispettorato per la Fp Cgil – è in crisi sulle attività più complesse. Parliamo della parte più industrializzata del Paese, la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, la Valle d’Aosta”.
La ministra ha anche citato le assunzioni di 500 ispettori previste all’interno di Inps e Inail, enti nei quali “le assunzioni erano bloccate”. Bisogna infatti ricordare che l’Ispettorato svolge i controlli sulle norme sul lavoro, per esempio sulla sicurezza, mentre l’Inps svolge i controlli contributivi e l’Inail si occupa di vigilanza assicurativa. A fine marzo, il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps ha accusato il governo di aver tardato nello sblocco dei fondi per le assunzioni degli ispettori nell’Istituto. Infatti in questi anni le ispezioni Inps sono calate nettamente. Va però riconosciuto che in questi anni, prendendo i dati di tutti i quattro enti con funzioni di vigilanza, il numero totale di ispezioni, verifiche e accertamenti ha visto una crescita, arrivando a 157.381 nel 2025. Se il confronto con gli anni precedenti è quindi positivo, resta comunque un numero limitato di controlli rispetto alla marea di imprese che operano in Italia, alla galassia degli appalti, contesti che di solito sono connotati da irregolarità e problemi di sicurezza.