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Il gruppo Sae di Leonardis vende Il Tirreno alla società immobiliare della famiglia Olivetti Rason

La redazione da tempo era in ridotta con l'imprenditore che nel 2020 ha comprato la testata da Gedi. Lo scorso anno diversi scioperi e la sfiducia nei confronti del direttore
Il gruppo Sae di Leonardis vende Il Tirreno alla società immobiliare della famiglia Olivetti Rason
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A sei anni dall’acquisto del Tirreno dal gruppo Gedi e a pochi mesi dall’acquisizione della Stampa, il gruppo Sae di Alberto Leonardis vende il quotidiano toscano a una società immobiliare. Sae (Sapere Aude Editori) ha annunciato un accordo vincolante con la famiglia Olivetti Rason, attraverso la holding Gin, per la cessione del 100% di Sae Toscana, la società proprietaria della testata i cui giornalisti da tempo erano in rotta con il nuovo editore. Dal passaggio a Sae, infatti, il giornale ha subìto cassa integrazione, prepensionamenti, stati di crisi, tagli ai costi e chiusura o ridimensionamento di redazioni locali. Lo scorso anno la redazione ha scioperato quattro volte e sfiduciato il direttore Cristiano Marcacci, che aveva deciso di non dare notizia del caso che ha coinvolto l’allora capa di gabinetto del presidente della Toscana Eugenio Giani, poi assessora alla Cultura, Cristina Manetti, a cui è stata ritirata la patente.

Gin Srl, holding fiorentina del gruppo Olivetti Rason, è attiva principalmente negli investimenti immobiliari e finanziari e nello sviluppo di “progetti di valorizzazione di asset di pregio“. Possiede tra l’altro il bagno Marechiaro di Forte dei Marmi e l’hotel Fanes di Cortina. Con l’acquisizione del Tirreno, il gruppo entra per la prima volta nel settore dell’informazione, affiancando al proprio core business “un nuovo percorso industriale“, stando al comunicato, attraverso l’investimento in uno dei quotidiani storici della Toscana. “Il Tirreno non è soltanto un giornale, ma una parte della storia della Toscana. Siamo orgogliosi di poter contribuire al futuro di una testata che da oltre un secolo accompagna la vita del territorio, valorizzandone l’identità, il radicamento e il patrimonio di credibilità costruito nel corso della sua lunga storia”, ha dichiarato Pier Ettore Olivetti Rason.

L’intesa prevede inoltre che, almeno in una fase transitoria, Sae possa continuare a gestire alcune attività della società ceduta, fornendo servizi amministrativi, tecnologici, la realizzazione di inserti e lo sviluppo di progetti speciali.

La cessione arriva dopo settimane di tensione sul futuro del quotidiano. Dieci giorni fa, intervenendo alla Festa della Cisl del Piemonte, Leonardis aveva spiegato che “le relazioni sindacali ovunque sono splendide; l’unica criticità che vedo è quella del Tirreno dove c’è un rapporto tra giornalisti e copie vendute che è fuori quota, quindi bisogna intervenire”. L’editore aveva aggiunto che il gruppo stava valutando il ricorso alla cassa integrazione, assicurando però che “non faremo licenziamenti“.

Leonardis ha acquistato, a partire dal 2020, una serie di quotidiani locali ceduti da Gedi: oltre al Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, la Nuova Ferrara, la Nuova Sardegna e la Provincia Pavese. A marzo di quest’anno ha poi rilevato anche la Stampa.

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