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Terremoto in Venezuela, almeno 900 morti: anche quattro italo-venezuelani. Oltre 50mila i dispersi. Gli Usa allentano le sanzioni

Nuova scossa nella notte italiana. Tra le vittime Francesca Mannina, italo-venezuelana di origine palermitana. Nata in Venezuela da una famiglia emigrata da Balestrate, in provincia di Palermo, viveva a La Guaira. Ritrovato senza vita anche Yimvert Berroterán, centrocampista diciottenne della nazionale venezuelana Under 20
Terremoto in Venezuela, almeno 900 morti: anche quattro italo-venezuelani. Oltre 50mila i dispersi. Gli Usa allentano le sanzioni
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Oltre 900 morti confermati tra cui quattro italo-venezuelani, circa 3.400 feriti e più di 50mila persone ancora segnalate come disperse. Mentre in Venezuela continua la corsa contro il tempo per cercare sopravvissuti tra le macerie del devastante doppio terremoto di magnitudo 7,5 e 7,2 che ha colpito il centro-nord del Paese, la terra continua a tremare. Una nuova scossa di magnitudo 4,9 è stata registrata alle 18:16 locali di venerdì (le prime ore di sabato in Italia) nel centro del Paese, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Il sisma, rilevato dalla Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis) e confermato anche dallo U.S. Geological Survey (USGS), è stato avvertito in un’ampia area del Paese, dagli Stati di Carabobo, Aragua e Miranda fino a La Guaira e alla capitale Caracas. Nel corso della giornata Funvisis ha registrato almeno altri tredici eventi sismici di media o bassa intensità tra La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe.

Nello Stato di La Guaira, il più colpito dal sisma, soccorritori e volontari continuano a scavare tra polvere e macerie nella speranza di trovare persone ancora in vita. Migliaia di famiglie attendono notizie dei propri cari: oltre 50mila persone risultano infatti ancora disperse secondo le segnalazioni raccolte attraverso la piattaforma online “Desaparecidos terremoto Venezuela“, mentre le autorità avvertono che il numero delle vittime è destinato ad aumentare con il proseguire delle operazioni di ricerca.

Le vittime: l’italo-venezuelana di origine palermitana e la promessa del calcio

Tra le vittime c’è anche Francesca Mannina, italo-venezuelana di origine palermitana. Nata in Venezuela da una famiglia emigrata da Balestrate, in provincia di Palermo, viveva a La Guaira. A dare la notizia è stato lo zio Davide Emma con un messaggio pubblicato sui social: “Addio, nipotina dal cuore immenso. Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e ad augurare il bene. Riuscivi sempre a strapparci un sorriso. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Ma vivrai per sempre nel mio cuore”.

Nelle ultime ore è stato ritrovato senza vita anche Yimvert Berroterán, centrocampista diciottenne della nazionale venezuelana Under 20 e dell’Universidad Central de Venezuela, del quale non si avevano più notizie dal giorno del terremoto. Il giovane era stato visto l’ultima volta nel quartiere di Los Corales, una delle zone più devastate di La Guaira. La Federazione venezuelana di calcio ha espresso “profondo dolore” per la scomparsa del giovane talento della Vinotinto, ricordato con messaggi di cordoglio anche dal suo club e dall’agenzia Secasports.

Gli Usa allentano le sanzioni

Il dipartimento del Tesoro americano, tramite l’Office of Foreign Assets Control, ha allentato le sanzioni al Paese autorizzando tutte le transazioni connesse agli interventi di soccorso, l’elaborazione e il trasferimento di fondi da parte di istituzioni finanziarie Usa e intermediari autorizzati per il trasferimento di denaro. Il provvedimento, in vigore fino a fine ottobre, non autorizza lo sblocco di beni precedentemente congelati né transazioni vietate da altre normative.

La macchina degli aiuti e le polemiche

Proseguono intanto gli aiuti internazionali. Alle 3:30 di venerdì è atterrato all’aeroporto militare di El Libertador, a Maracay, il volo della Difesa con la missione italiana coordinata dal Dipartimento della Protezione civile. Il contingente è composto da 97 persone tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina, che raggiungeranno le aree colpite per partecipare alle operazioni di ricerca e assistenza.

Anche gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di oltre 250 operatori specializzati, comprese tre squadre di ricerca e soccorso con vigili del fuoco, medici, ingegneri, paramedici e 18 cani addestrati alla ricerca di persone sotto le macerie. Washington ha inoltre disposto il trasferimento di oltre 90 tonnellate di materiali, lo schieramento di due navi da guerra, aerei da trasporto ed elicotteri e uno stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti. A Caracas è arrivato anche il maggiore generale dei Marines Kevin Jarrard, incaricato di coordinare le operazioni del Dipartimento della Difesa.

Intanto aumentano le critiche sulla gestione dell’emergenza. Esponenti dell’opposizione denunciano la mancanza di mezzi e personale nelle zone più colpite. Juan Pablo Guanipa ha raccolto numerose segnalazioni sull’assenza di attrezzature per liberare le persone ancora intrappolate sotto gli edifici crollati nello Stato di La Guaira. In diverse località i residenti raccontano di aver scavato per ore a mani nude e di aver tentato di fermare mezzi pesanti di passaggio per indirizzarli verso gli edifici dove si spera possano esserci ancora superstiti. “Abbiamo gente viva sotto le macerie, ci servono grandi macchinari”, ha gridato una donna a Catia La Mar, diventando il simbolo della disperazione di una popolazione che continua ad attendere soccorsi.

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