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Sorelle scomparse in Abruzzo: niente carcere ma obbligo di dimora per la madre e per gli altri due indagati

La gip ha accolto la richiesta della Procura. Inizialmente la difesa ha sostenuto che la contestazione del reato corretta fosse di sottrazione di minorenni e non di sequestro di persona aggravato in concorso. Intanto il padre delle ragazzine rivela: "Non mi odiano, ho visto la maggiore il 22 maggio"
Sorelle scomparse in Abruzzo: niente carcere ma obbligo di dimora per la madre e per gli altri due indagati
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Niente carcere per Valentina D’Acunto, la madre delle due sorelline scomparse da una casa famiglia in Abruzzo e poi ritrovate tre giorni fa a Formia, in provincia di Latina. La stessa decisione è stata presa per il padre della donna, Marco D’Acunto, e per il compagno, Vincenzo Esposito. Tutti e tre erano stati sottoposti a fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso nei confronti di Sarah e Alysia Di Giacinto, di 12 e 16 anni. La giudice per le indagini preliminari, Giulia Sani, dopo aver ascoltato i tre indagati nel tribunale di Sulmona, che hanno risposto a tutte le domande, ha convalidato il fermo per tutti e ha disposto, come richiesto dalla Procura, la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella provincia di Latina.

Ora, dopo la decisione della giudice, i tre dovranno presentarsi due volte al giorno dai carabinieri per la firma. La Procura aveva ritenuto non necessaria una misura custodiale in carcere e Sani ha ritenuto l’obbligo di dimora sufficiente a scongiurare il rischio di reiterazione del reato. Inizialmente la difesa aveva sostenuto che contestazione del reato corretta fosse quella di sottrazione di minorenni e non di sequestro di persona, ma la gip non ha accolto questa tesi. “Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone”, ha spiegato il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo.

Ora secondo quanto emerso nell’udienza, gli indagati saranno ricondotti nelle carceri di provenienza solo per gli adempimenti burocratici, poi potranno fare rientro nelle rispettive abitazioni. Tutti e tre sono in stato di fermo da lunedì scorso all’alba, poche ore dopo il ritrovamento delle due minori nella casa di una lontana parente della mamma che le ha nascoste per due settimane a Formia, in provincia di Latina. Anche la “zia” acquisita è indagata a piede libero per concorso in sequestro di persona. Per partecipare agli interrogatori, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto erano stati trasferiti dal carcere di Sulmona, mentre Valentina D’Acunto era giunta dal penitenziario di Teramo. Le indagini comunque proseguono per chiarire le modalità dell’allontanamento e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte nella vicenda.

Sullo sfondo della vicenda rimane sempre il contrasto tra la madre delle due sorelle e l’ex marito, Stefano Di Giacinto. I due hanno perso la responsabilità genitoriale a seguito di una lunga battaglia giudiziaria dopo il divorzio in mezzo al quale sono finite le due ragazzine. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre. Il 24 giugno, Di Giacinto ha commentato le parole di Maria Mastroianni, madre di D’Acunto, che ha sostenuto che le ragazze odino il padre: “Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni. Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie“. Di Giacinto ha anche poi rivelato che la figlia maggiore aveva chiesto ai servizi sociali di poterlo incontrare, ottenendo il consenso. Il 22 maggio, stando a quanto sostenuto dal padre, si sono incontrati a Cassino in un incontro durato più di 2 ore: “Dopo 6 anni e mezzo ci sono stati abbracci, coccole, carezze, ci siamo presi mano nella mano e abbiamo pianto insieme, mi ha chiesto scusa di tutto quello che aveva fatto nei miei confronti, dicendo che purtroppo era stata gestita e comandata a fare tutto ciò“.

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