Diversity Media Awards 2026: a settembre prima volta a Roma per gli Oscar dell’inclusione. Aperte le votazioni per le nomination
Per la prima volta a Roma, a settembre 2026 va in scena l’undicesima edizione dei “Diversity media awards”, gli “Oscar dell’inclusione”. Il grande evento aperto al pubblico, è realizzato dalla Fondazione Diversity di Francesca Vecchioni con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Durante la serata, sotto la direzione artistica di Ivan Cotroneo, verranno premiati i personaggi e i prodotti mediali che nel 2025 hanno raccontato la diversità in modo corretto, valorizzante e autentico. La Fondazione ha pubblicato anche il “Diversity Media Report 2026“, un’analisi annuale sullo stato dell’arte della rappresentazione della diversità nei media italiani, realizzato con l’Osservatorio di Pavia, il Security Check Commitee della Fondazione e il suo Comitato Scientifico.
Sono aperte le votazioni per le nomination (vota qui). Le categorie premiate saranno 10 (Miglior Film, Miglior Serie tv Italiana, Miglior Serie tv straniera, Miglior Podcast, Miglior Programma Radio, Miglior Serie Kids & Teens, Miglior Prodotto Digital, Miglior Creator, Personaggio dell’anno) e il pubblico potrà votare i proprio favoriti. Nel corso della serata-evento, saranno assegnati anche i Premi Stampa (Miglior servizio TG, Miglior articolo Periodico, Miglior articolo Quotidiano, Miglior articolo Web) attribuiti dalla Fondazione Diversity. Il Fatto quotidiano è campione in carica del premio “migliore articolo web“, con la vittoria dell’anno scorso con un’inchiesta sugli ostacoli all’aborto nelle Marche e, nel 2024, con un’indagine sulla violenza su donne con disabilità.
“I media hanno una responsabilità enorme: ogni storia raccontata agisce sull’immaginario collettivo, determina o elimina pregiudizi e ricade sulla vita delle persone – afferma Vecchioni -. Inclusione, equità e accessibilità sono leve prioritarie di innovazione e benessere per l’intera società”. Per questo, verranno premiati personaggi e contenuti mediali che hanno rappresentato in modo corretto le aree sociali di Genere, Etnia, Disabilità, Età, Lgbtq+ e Aspetto Fisico. “In uno scenario socio-politico nazionale e internazionale sempre più polarizzato – si legge nel comunicato – nel 2025 crolla la qualità della rappresentazione nei media italiani”. Come spiega la Fondazione, l’informazione contribuisce spesso a rafforzare gli stereotipi. Nel report sono stati analizzati 140 prodotti di Intrattenimento: appena il 28% sono ritenuti validi qualitativamente. Tv e cinema sono le categorie che privilegiano approcci più stereotipati e superficiali, mentre podcast, serie Kids and Teen e mondo digital, sono gli spazi più inclusivi e innovativi. Al contrario dell’offerta ricevuta, il pubblico si dimostra invece più maturo e consapevole, premiando linguaggi e narrazioni complesse e intersezionali.
Nel rapporto emerge che sono i Tg italiani quelli con un peggioramento maggiore nella trattazione dei temi Deia (Diversità, Equità, Inclusione e Accessibilità). Al netto di un aumento complessivo delle notizie che riguardano questo ambito (4,9% delle notizie totali), ci sono categorie che rimangono quasi totalmente prive di copertura mediatica, come il mondo Lgbtq+ presente nello 0,4% delle informazioni quotidiane. La stessa regressione si registra anche nell’Intrattenimento, dove emerge un atteggimento “prudente” e poroduzione di contenuti ritenuti meno “rischiosi”.