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“Ho fatto prima 60 iniezioni, poi un’altra quarantina. Avevo perso la tecnica, non riuscivo ad allenarmi”: la rivelazione di Zverev

Il tennista tedesco ha svelato qualche retroscena sui problemi fisici che lo hanno accompagnato fino alle scorse settimane, prima di vincere il Roland Garros, suo primo Slam in carriera
“Ho fatto prima 60 iniezioni, poi un’altra quarantina. Avevo perso la tecnica, non riuscivo ad allenarmi”: la rivelazione di Zverev
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Il primo Slam non si scorda mai. Lo sa bene Alexander Zverev, che al Roland Garros ha battuto Flavio Cobolli al quinto set e ha ottenuto il primo successo in un Major. Non lo scorderà mai perché è il sogno di una vita, ma anche e soprattutto per come è arrivato. Il tedesco, infatti, nel corso di un’intervista alla Bild, ha parlato di alcuni problemi fisici che l’hanno condizionato negli ultimi mesi. “L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica”, ha esordito Zverev.

Un problema che lo ha accompagnato per diverso tempo e in cui il tedesco non è riuscito a trovare continuità nei risultati a causa di una forma fisica da rivedere. “Dall’Australian Open fino a Vienna, ero molto lontano dal mio miglior livello. A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco”. Anche negli ultimi mesi Zverev ha dovuto convivere con il dolore: “Il medico Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt a dicembre mi ha fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a lui ho potuto giocare quest’anno senza dolore. Dopo il Masters 1000 di Roma, l’ho rivisto e me ne ha fatte un’altra quarantina. Ha quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi ha aiutato enormemente”.

Dietro c’è anche tanto lavoro e tanto allenamento, a prescindere dal tennis, come rivelato dallo stesso tennista tedesco: “Amo lavorare. Amo andare in palestra. Se smettessi oggi col tennis, continuerei ad allenarmi perché mi piace da morire. Sì, vincere questo titolo è stata una enorme motivazione, ma non è la ragione per cui ho lavorato così duramente. Mi piace. Se non mi alleno, non mi sento bene. Non significa che vincerò Wimbledon tra poche settimane, ma non smetterò certo di lavorare o vorrò allenarmi di meno. Voglio continuare a giocare per altri dieci anni”, ha concluso il tedesco.

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