Cabinovie olimpiche, operai ancora al lavoro su quella di Socrepes a Cortina: i Giochi sono finiti ma le opere ancora no – Video
La cabinovia di Socrepes a Cortina è una “osservata speciale”. Non solo per l’inchiesta della Procura di Belluno, nell’ipotesi di turbativa d’asta, con l’iscrizione di quattro nomi nel registro degli indagati, ma anche per i lavori che non si sono ancora conclusi, a distanza di tre mesi dallo svolgimento delle Olimpiadi. Di fronte alle dichiarazioni ufficiali di Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico) secondo cui tutti i cronoprogrammi erano stati rispettati, salvo poi una puntuale smentita nei fatti, ci stanno pensando i cittadini che abitano nelle contrade di Mortisa e Lacedel a documentare i ritardi.
Le ultime immagini che pubblichiamo sono state girate un paio di giorni fa e testimoniano come gli operai siano saliti sui piloni per procedere allo smontaggio delle rulliere. Si tratta dei cerchi su cui scorre il cavo che sorregge e trasporta le cabine con i passeggeri. Le fotografie e i filmati mostrano lo smontaggio in corso. L’ipotesi è che la società realizzatrice, la bresciana Graffer, stia cercando di ottemperare alle numerose prescrizioni che il direttore dei lavori Michele Titton ha indicato nel verbale di conclusione dei lavori che risale al 6 marzo scorso. A quell’epoca le Olimpiadi si erano concluse senza che l’impianto fosse entrato in servizio. Erano state smentite tutte le assicurazioni dei mesi precedenti, secondo cui sarebbe stato pronto per far salire a Socrepes gli spettatori delle gare di sci alpino femminile. Il 6 marzo stavano per cominciare le Paralimpiadi, ma anche il secondo appuntamento era stato mancato da Simico. Il verbale di fine lavori (documento necessario perché Ansfisa cominciasse i collaudi e le verifiche di sicurezza, non ancora ultimate) indicava una conclusione fittizia, accompagnato com’era da una quarantina di raccomandazioni rivolte a Graffer.
Quella carta serviva a Simico per contestare alla ditta bresciana una serie di presunte inadempienze contrattuali, ma era anche una plateale smentita della narrazione ufficiale. Già una settimana fa gli operai erano al lavoro nel cantiere della stazione di partenza, in località Apollonio. Adesso le immagini mostrano come alcune squadre siano impegnate più in alto, per smontare le rulliere. Altri interventi sono in corso anche per adattare le cabine, di produzione turca, così da renderle utilizzabili.
INVESTIGATORI AL LAVORO – Dopo aver sequestrato documenti, computer e telefonini nella sede del ministero delle Infrastrutture a Roma, gli agenti dello Sco della Polizia hanno cominciato ad esaminare il materiale e a confrontarlo con quello raccolto tre settimane fa nel corso di altre perquisizioni a Cortina, Milano, Napoli e Brescia. Mail, verbali, progetti, contratti e traffico telefonico serviranno a ricostruire l’iter controverso di assegnazione dell’appalto alla Graffer, in quanto capofila di un raggruppamento temporaneo d’impresa (con la bergamasca Ecoedile e la bellunese Dolomiti Strade) e altre società in subappalto che hanno composto la catena di montaggio dell’impianto. La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per turbativa d’asta indagando innanzitutto l’amministratore delegato, nonché commissario straordinario di Simico, l’architetto Fabio Massimo Saldini. È poi comparso da alcuni giorni il nome dell’ingegnere Elisabetta Pellegrini, braccio destro del ministro Matteo Salvini, di cui è consulente non solo tecnico, ma anche politico per quanto riguarda le strategie infrastrutturali. Pellegrini è stata la responsabile del procedimento della Pedemontana Veneta e si sta occupando anche del dossier del Ponte sullo Stretto di Messina. Dal suo ufficio, accanto a quello del ministro, ha seguito dal dicembre 2022 le principali opere del Piano Olimpico, che Simico sta realizzando. Siccome la cabinovia di Socrepes era diventato lo scoglio più controverso, in una corsa contro il tempo e contro la minaccia di frane, l’ingegnere Pellegrini si è occupato della vicenda quando nell’estate 2025 era andata deserta la seconda asta pubblica per trovare un costruttore. L’elenco degli indagati è completato da Valeria Cepi, già rup della cabinovia di Socrepes e da Angelo Redaelli, rappresentante legale della Graffer.
IL DOSSIER PARLAMENTARE – L’onorevole veneziana Luana Zanella, capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, dopo aver appreso la notizia che la dirigente del ministero delle infrastrutture è indagata, ha scritto al procuratore di Belluno, Massimo De Bortoli. Ad aprile aveva inviato un esposto-denuncia, segnalando ritardi e danni ambientali. Aggiunge adesso un dossier con quattro interrogazioni parlamentari, ad un paio delle quali è già stata data risposta. In una di esse il ministro Salvini elogiava il lavoro svolto da Simico, spiegando: “Tutte le opere sono state rese fruibili, a eccezione dell’impianto di Socrepes, che ha subito rallentamenti per imprevisti tecnici emersi in corso d’opera. Tutti gli interventi previsti per l’evento sono stati quindi realizzati o sono in corso di realizzazione nel pieno rispetto dei cronoprogrammi”. Se l’era cavata parlando di “imprevisti tecnici”, mentre la vicenda è più complessa, considerando che i problemi erano in buona parte noti prima dell’assegnazione di un appalto che non è riuscito a risolverli. Salvini aveva parlato di rispetto dei cronoprogrammi, mentre soltanto un quarto delle opere per quasi 4 miliardi di euro, in carico a Simico, sono state ultimate in tempo per i Giochi.