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Martin penalizzato, ma nel paddock è polemica. Di Giannantonio: “Folle, questo può uccidere”. Rivola: “È un errore che non deve fare”

L'incidente alla prima curva del Gp d'Ungheria lascia pesanti strascichi. Neanche l'Aprilia difende il pilota spagnolo
Martin penalizzato, ma nel paddock è polemica. Di Giannantonio: “Folle, questo può uccidere”. Rivola: “È un errore che non deve fare”
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Il maxi-incidente provocato da Jorge Martin alla prima curva del Gp di Ungheria ha lasciato macerie non solo in pista. Il pilota spagnolo della Aprilia è stato ufficialmente sanzionato dai FIM MotoGP Stewards: nel prossimo appuntamento del Motomondiale in Repubblica Ceca il 21 giugno dovrà scontare un doppio Long Lap Penalty. Di fatto, la sua gara a Brno è già compromessa. Il minimo, per una manovra che ha trasformato la sua moto in un proiettile vagante travolgendo il compagno Marco Bezzecchi oltre a Fermín Aldeguer, Raúl Fernández e Fabio Di Giannantonio. I commissari l’hanno giudicato “guida irresponsabile”, applicando il regolamento. Ma in molti ora chiedono sanzioni più severe.

“Sarebbe potuta andare molto peggio. C’erano moto da 150-160 kg che si sono scontrate tra loro, questo può uccidere. Non capisco perché queste cose continuino ad accadere”, ha tuonato Fabio Di Giannantonio ai microfoni di Dazn Spagna. Sottolineando appunto come ormai gli incidenti al via siano sempre più frequenti: “Penso che sia assurdo dover pregare non di fare una bella gara, ma di essere al sicuro dopo la prima curva. Per me è folle“. Il pilota romano del Team VR46 ha aggiunto: “Tanto si decide alla prima curva e alcuni ritengono che valga la pena correre rischi di quel tipo. Ma se queste cose non si capiscono con sanzioni blande, bisognerà pensare di inasprirle”.

Accuse pesanti. Ma questa volta neanche Aprilia ha deciso di difendere il suo pilota. Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, sembra anzi dare ragione a Di Giannantonio: “L’errore di Jorge è uno di quegli errori che ahimè non dovrebbero mai accadere, soprattutto quando si parla tanto di sicurezza e poi alla prima curva si arriva un po’ così… arrembanti”, ha detto a Sky Italia. Martin ha forzato eccessivamente la prima staccata: era all’interno, fuori traiettoria e con poco grip, ma ha anche dato una pinzata troppo aggressiva con la moto inclinata. Ha totalmente perso il controllo della sua Aprilia, travolgendo quattro piloti.

“Questo non è un errore da foga, ha sbagliato la frenata, ma non ha frenato troppo dopo gli altri. Ha pinzato di più e aveva la moto inclinata in un punto dove c’è meno grip, perché era tutto all’interno”, il commento di Rivola. Il manager ha poi proseguito: “È un errore che un campione del mondo non deve fare. Evitare quell’errore è molto semplice, bisogna prendersi un po’ più di margine. Non c’è tanto da dire… Lasceremo che prima Jorge guardi i dati, poi parleremo. Oggi siamo stati fortunati che nessuno si sia fatto male, che è la priorità, per il resto sappiamo che abbiamo perso un’occasione, ma va tutto in secondo piano“, ha concluso Rivola.

Le scuse di Martin

Dopo la gara, dopo la penalità e dopo le polemiche, Jorge Martin ha scelto di scusarsi con un post su Instragram: “Vorrei scusarmi con tutti i miei colleghi che sono stati coinvolti nell’incidente di oggi durante il primo giro della gara. Ho perso il controllo della moto e, purtroppo, questo ha provocato una caduta a catena che non sono riuscito ad evitare. La cosa più importante è che, grazie a Dio, stiamo tutti bene. In situazioni come questa, è l’unica cosa che conta davvero”. Poi il pilota spagnolo ha aggiunto: “Mi dispiace molto per le conseguenze che questo incidente può aver avuto per loro, per i loro team e per le loro carriere. Non vorresti mai trovarti coinvolto in una situazione del genere. Grazie per tutti i messaggi di sostegno, per la comprensione e per il rispetto che mi avete dimostrato oggi”.

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