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Scontro sull’eccessivo traffico di camion al Brennero: il 30 maggio gli ambientalisti scioperano e fanno chiudere l’autostrada A22

La cornice di questo quadro, in cui le associazioni ambientaliste e le comunità locali austriache sono mobilitate, mentre le categorie economiche e molti politici italiani temono ricadute pesanti, è costituita dal dilemma tra gomma e rotaia
Scontro sull’eccessivo traffico di camion al Brennero: il 30 maggio gli ambientalisti scioperano e fanno chiudere l’autostrada A22
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L’aria inquinata, un fiume infinito di camion che attraversa il valico ogni giorno, l’autodifesa da parte delle comunità tirolesi del proprio diritto alla salute e la linea della politica italiana che, al contrario, punta su una liberalizzazione totale del traffico al Brennero. La chiusura dell’autostrada A22 a causa delle proteste ambientaliste e che sabato 30 maggio interessa il corridoio di collegamento tra l’Italia e l’Austria, con direttrice verso il Nord Europa, è un condensato di tensioni latenti da anni e di tentativi finora non riusciti di mettere un freno ai trasporti su strada. La cornice di questo quadro, in cui le associazioni e le comunità locali austriache sono mobilitate, mentre le categorie economiche e molti politici italiani temono ricadute pesanti, è costituita dal dilemma tra gomma e rotaia. Sullo sfondo il progetto di quadruplicare la ferrovia da Verona al Brennero.

La protesta tirolese

Una manifestazione si terrà presso lo svincolo di Matrei am Brenner in Austria. Capofila i sindaci locali che hanno trovato il consenso del governatore del Tirolo Anton Mattle. “Il problema del traffico non nasce in Tirolo, ma al confine. A nord del Tirolo, 100 milioni di persone sono in attesa di viaggiare verso sud. A nord e a sud del Tirolo, due grandi economie spingono per la libera circolazione delle merci. Il Tirolo non può e non vuole assorbire un traffico così elevato. I limiti di ciò che persone, natura e infrastrutture possono sopportare sono stati raggiunti”, ha spiegato Mattle. I tirolesi chiedono aiuto ai governi di Vienna, Berlino e Roma, oltre che all’Unione europea. Hanno preparato un pacchetto di proposte: divieti notturni di guida, misure di protezione acustica, rifiuto di allargare l’autostrada. Gli austriaci sono anche favorevoli all’ampliamento delle linee di accesso alla galleria di base del Brennero, per questo chiedono una soluzione globale.

Le chiusure in Italia

Sabato 30 sarà una giornata bollente, anche perché a ridosso del “ponte” del 2 giugno. Il blocco autorizzato dalla magistratura austriaca interessa la A13/Inntal, con interdizione da parte delle autorità locali di transito “per tutti i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate dalle 9 alle 19”. I commissariati di governo di Bolzano e Trento hanno stabilito in Italia “la chiusura dell’autostrada del Brennero A22 da Vipiteno in direzione Nord dalle 10.30 alle 20”. Ci sarà però il divieto di circolazione per i mezzi pesanti a partire dalle 7 in Italia e dalle 6 alle 20 in tutta la provincia di Trento. Sono previste deroghe al divieto di circolazione dei mezzi pesanti sulle strade extraurbane, purché non siano diretti verso il Brennero.

La crociata di Salvini

I sindaci tirolesi sono in guerra con l’Italia, visto che il ministro Matteo Salvini ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea contro le limitazioni imposte al traffico. “Il Tirolo lotta per l’aria pulita e la sicurezza stradale. Lottiamo per i cittadini del Tirolo. Senza le misure anti-transito in Tirolo, la congestione del traffico sarebbe di gran lunga maggiore, la qualità dell’aria significativamente peggiore e la sicurezza stradale enormemente compromessa”, spiega Florian Riedl, sindaco di Steinach am Brenner. “L’Italia non riuscirà a imporre la sua richiesta massimalista, ovvero l’abolizione di tutte le misure anti-transito. Con la sua causa Salvini ha innescato solo una cosa, il malcontento e la resistenza della popolazione tirolese hanno continuato a crescere. Gli abitanti della valle della Wipptal vogliono mandare un messaggio”.

No Tav Brennero

La mobilitazione interessa anche le associazioni italiane, a cominciare da No Tav Brennero, fieramente contraria al quadruplicamento della ferrovia Verona-Brennero. In un documento aggiornato per l’occasione, si sostiene che “già oggi sull’asse del Brennero l’attuale traffico merci stradale potrebbe vedere una ragionevole e veloce ridistribuzione, con la correlativa eliminazione del traffico deviato”. Come può avvenire, considerando che sono circa 2,4 milioni i camion che transitano ogni anno? “Un terzo userebbe la grande capacità residua dell’attuale ferrovia del Brennero che, adeguatamente integrata dal potenziamento della logistica per il trasferimento modale, arriverebbe a trasportare in totale fino a circa 30 milioni di tonnellate di merci per anno. Un terzo si riavvierebbe naturalmente verso gli altri valichi transalpini ferroviari, specie della Svizzera, anche in applicazione dell’Accordo 63 sui trasporti terrestri tra Ue e Svizzera entrato in vigore nel 2002. Un terzo resterebbe sulla A22, con circa 13 milioni di tonnellate per anno corrispondenti a circa 870mila autocarri”. Conclusione: “Sarebbe così privata di fondamento la tesi secondo cui il trasferimento modale delle merci da gomma a rotaia sull’asse del Brennero potrebbe essere realizzato soltanto con la costruzione e l’esercizio di una nuova infrastruttura ferroviaria di accesso Sud alla galleria di base del Brennero”.

La posizione di Cipra

Contro la politica dei trasporti su gomma si è schierata anche la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (Cipra). Stephan Tischler, esperto di trasporti all’Università di Innsbruck e presidente di Cipra Austria: “La politica dei trasporti è basata da decenni sul presupposto di mantenere scorrevole il traffico stradale in aumento lungo il corridoio del Brennero attraverso ampliamenti e nuove costruzioni, che si traduce non solo in un volume di traffico in continua crescita, ma anche, nonostante le dichiarazioni politiche vadano nel senso opposto, in un crescente impatto sulle persone e sull’ambiente”. Secondo Elisabeth Ladinser, presidente di Cipra Alto Adige, “il limite di sopportazione è stato raggiunto anche sul versante italiano. La politica di entrambe le parti deve finalmente adottare misure adeguate per ridurre il flusso di traffico e dimostrare di prendere sul serio le richieste e le preoccupazioni della popolazione”.

L’allarme di A22

Le categorie economiche si sono schierate in modo nettamente contrario. “Sarà una catastrofe totale” ha dichiarato il direttore tecnico generale di Autobrennero. “Per il Brennero transita il 10% dell’import-export nazionale e quindi gli effetti potrebbero coinvolgere tutta la catena logistica”. Un allarme è venuto anche dai presidenti delle Camere di commercio allineate sull’asse che va da Bolzano a Trento, Verona, Mantova e Modena. “Le conseguenze negative del blocco totale non saranno limitate al sabato 30 maggio, inizieranno molto prima e avranno strascichi per molti giorni successivi. Concordiamo che il diritto di manifestare sia inviolabile. Nondimeno, rimaniamo perentori nel sostenere che i rischi per la sicurezza e i danni causati dalla scelta del luogo e della data della manifestazione siano troppo alti”.

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