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Manca: “Vallanzasca mi confessò il suo piano per rapire Marco Van Basten. Rinunciò per non favorire l’Inter”

Il "Doge" della Mala del Brenta rivela la confessione che gli fu fatta in carcere a Opera: "Ci volevamo bene ed era milanista come me"
Manca: “Vallanzasca mi confessò il suo piano per rapire Marco Van Basten. Rinunciò per non favorire l’Inter”
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Renato Vallanzasca aveva escogitato un piano per il rapimento di Marco Van Basten, fuoriclasse olandese oggi 61enne che fece le fortune del Milan di Silvio Berlusconi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Lo ha rivelato oggi in un’intervista al Corriere della Sera Giampaolo Manca, il “Doge” della Mala del Brenta, che con Vallanzasca ha condiviso anni nel carcere di alta sicurezza di Opera, alle porte di Milano.

“Ci volevamo bene ed era milanista come me”, ha raccontato Manca, spiegando che proprio il tifo per i rossoneri avrebbe fatto desistere Vallanzasca dal portare a termine il rapimento. “Mi confessò di avere preparato un piano per rapire Marco Van Basten e chiedere il riscatto. I suoi lo pedinarono per mesi”, ha assicurato l’ex esponente della Mala del Brenta. In quegli anni, Van Basten era l’attaccante più forte al mondo: vinse tre volte il Pallone d’Oro, conquistano con il Milan quattro scudetti e due Coppe dei Campioni, oltre ad altri 8 trofei complessivi. Vallanza, prosegue il racconto di Manca, “rinunciò perché non voleva fare un favore all’Inter“.

Il calcio e la passione per il Milan ritornano spesso nei racconti del 72enne, che ha passato metà della sua vita in carcere, dopo aver terrorizzato il Veneto con la Mala del Brenta, l’organizzazione criminale protagonista di rapine, sequestri di persona, omicidi e traffico di droga e armi. Manca già da giovane fu costretto a fuggire a Milano perché ricercato dalla polizia: “Ma a San Siro giocava il Milan con il Cagliari e di nascosto ci andai. Finì due a due con doppietta di Gigi Riva: la sera mi chiama mio fratello gemello Fabio: la tv ti ha appena inquadrato allo stadio, mi dice, adesso sanno tutti che ti nascondi a Milano…”. Era il 4 novembre 1973, Manca fu catturato circa vent’anni dopo.

Oggi ha scontato la sua pena e presenta “Il Doge: il ritratto di una redenzione”, docufilm in bianco e nero che racconta la sua storia. Il suo messaggio è chiaro: “Quello che dico nel mio docufilm: che non puoi pensare di avere tutto e subito nella vita, che devi sacrificarti per raggiungere quello che desideri, ma soprattutto che non devi seguire la mia strada perché porta dritta all’inferno“.

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