Il decreto fiscale è legge con la fiducia. Dalla rottamazione a concordato preventivo e tassa sui piccoli pacchi, cosa prevede
L’aula della Camera ha approvato in via definitiva con 132 sì e 81 no la conversione in legge del decreto fiscale, su cui il governo ha nuovamente posto la fiducia. Tra le misure contenute nel decreto ci sono l‘allargamento della rottamazione quinquies alle multe e ai tributi di regioni ed enti locali, l’allungamento dei termini per l’adesione al concordato preventivo e il tetto alla proposta che le Entrate potranno presentare alle partita Iva inaffidabili, la correzione della norma sui pagamenti della pa ai professionisti non in regola col fisco con l’introduzione di una soglia di 5.000 euro oltre la quale scatta lo stop, la sospensione fino al 30 giugno della cosiddetta tassa sui piccoli pacchi.
C’è poi una marcia indietro del governo sulla tassazione dei dividendi rispetto a quanto deciso solo pochi mesi fa in legge di Bilancio: torna in vigore il regime della Participation Exemption che prevede l’esclusione dalle tasse per il 95% dei dividendi e delle plusvalenze. Non è stato approvato l’emendamento, sostenuto dalle associazioni dei consumatori, che estendeva anche al settore delle telecomunicazioni il giro di vite contro il telemarketing selvaggio.
Il provvedimento nel corso della prima lettura al Senato ha inglobato anche il decreto carburanti bis che conteneva, tra l’altro, la prima proroga al taglio delle accise.