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“Mani che bruciano, occhi irritati, fiato corto: i vapori di tinte e decolorazioni nei saloni possono fare ammalare”: un nuovo studio rivela il rischio chimico per parrucchieri e hair stylist

Chi lavora in salone ha un rischio fino a 5 volte più alto di sviluppare allergie. Cosa dice lo studio pubblicato dal Current Allergy and Asthma Reports
“Mani che bruciano, occhi irritati, fiato corto: i vapori di tinte e decolorazioni nei saloni possono fare ammalare”: un nuovo studio rivela il rischio chimico per parrucchieri e hair stylist
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Entri in salone per concederti un momento di cura e bellezza, tra gesti esperti e profumi che sembrano parte del rituale. Tutto appare familiare, quasi rassicurante. Ma se per chi entra è solo una parentesi, per chi lavora lì dentro ogni giorno quella stessa aria, carica di prodotti chimici aggressivi e vapori, diventa una presenza costante. A raccontarlo è lo studio “Diagnostics and Prevention of Occupational Allergy in Hairdressers”, pubblicato dal Current Allergy and Asthma Reports, rivista scientifica internazionale di riferimento nel campo dell’allergologia e delle malattie respiratorie. I ricercatori evidenziano come parrucchieri e hair stylist presentino un rischio fino a cinque volte superiore di sviluppare sensibilizzazioni allergiche rispetto ad altri lavoratori sottoposti a test dermatologici. Le reazioni sono spesso legate a sostanze ben note in ambito professionale, come la p-phenylenediamine, l’ammonium persulfate il glyceryl thioglycolate.

Alcuni di questi composti, in particolare i sali di persolfato, non si limitano alle reazioni cutanee: possono infatti essere associati anche alla comparsa di rinite allergica e asma professionale, soprattutto in seguito all’inalazione continua nel tempo. Il pericolo aumenta perché il contatto con queste sostanze non avviene solo attraverso la pelle. Nei saloni, infatti, vapori e particelle restano nell’aria per molte ore al giorno. Così, mentre il cliente entra occasionalmente, il professionista respira continuamente queste sostanze, accumulando nel tempo un carico invisibile che può incidere sulla salute.

C’è poi un lato meno visibile, spesso “nascosto” proprio dall’immagine stessa del mestiere. Il lavoro del parrucchiere è legato alla creatività, alla cura estetica, al piacere di far stare bene le persone. E proprio per questo si fatica a immaginare che possa comportare problemi concreti per chi lo svolge ogni giorno. Eppure, la ricerca è chiara: si tratta di una delle professioni più esposte a dermatiti occupazionali e allergie professionali.

Tra le manifestazioni più frequenti c’è l’eczema delle mani, una forma di dermatite molto diffusa nel settore, spesso legata a reazioni da contatto con piccole molecole presenti nei prodotti utilizzati ogni giorno: dalle tinture alle decolorazioni, fino ai trattamenti per permanenti e lisciature, senza dimenticare conservanti e altre sostanze ausiliarie. Si tratta di una patologia che in alcuni casi può diventare cronica e compromettere la possibilità stessa di continuare il mestiere. La buona notizia è che molte di queste problematiche possono essere prevenute attraverso attenzioni semplici ma costanti, capaci di ridurre in modo concreto l’esposizione quotidiana alle sostanze irritanti.

Sicurezza e benessere in salone: i consigli degli esperti

Lo sottolinea anche Sonia Gallo, hair stylist specializzata in pratiche orientate al benessere. “Le mani sono il primo strumento di lavoro e vanno protette ogni giorno. L’utilizzo di guanti in nitrile senza polveri interne aiuta a ridurre il rischio di allergie e irritazioni. È utile inoltre indossare guanti termici durante l’uso di piastre e ferri caldi, che nel tempo possono provocare piccole scottature e aumentare la sensibilità della pelle”, spiega Sonia Gallo. Secondo l’esperta, anche la qualità dell’aria ha un ruolo fondamentale nella tutela della salute di chi lavora molte ore in salone. “Aprire una finestra ogni tanto non basta. È importante garantire un ricambio continuo dell’aria, con sistemi di aerazione che aiutino a estrarre vapori e residui chimici evitando che ristagnino nel laboratorio. Anche richiudere subito i prodotti dopo l’uso e preparare le miscele evitando di respirarne direttamente i vapori sono piccoli gesti che fanno una grande differenza nel tempo”.

A questo si aggiunge un aspetto spesso sottovalutato: la protezione oculare. “Spesso ci si concentra sulla protezione delle mani e delle vie respiratorie, ma ci si dimentica degli occhi, che sono una zona molto delicata e continuamente esposta durante il lavoro in salone. È importante evitare il più possibile esalazioni, vapori e schizzi dei prodotti utilizzati, soprattutto durante preparazioni, colorazioni e trattamenti chimici. Quando necessario, meglio utilizzare adeguate protezioni oculari e lavorare sempre in ambienti ben aerati” consiglia Sonia Gallo.

Un altro punto centrale riguarda la scelta dei cosmetici professionali. “Oggi esistono alternative più delicate e formulate con maggiore attenzione verso chi le utilizza quotidianamente. Imparare a leggere le etichette, conoscere gli ingredienti e scegliere prodotti meno aggressivi può ridurre sensibilmente il rischio di irritazioni e allergie senza rinunciare alla qualità del risultato”, conclude Sonia Gallo.

La prevenzione passa anche dalla cura della pelle. Lavare continuamente le mani con detergenti troppo aggressivi indebolisce la barriera cutanea. Meglio usare prodotti delicati e certificati eco-bio e applicare una crema protettiva a fine giornata naturale e biologica: una pelle sana si difende meglio dalle irritazioni.

Riconoscere i fastidi

Infine, c’è un aspetto che spesso viene trascurato: abituarsi ai piccoli fastidi fino a considerarli “normali”. Mani che tirano, rossori a fine giornata, bruciori o difficoltà respiratorie leggere vengono spesso minimizzati, quando invece possono essere i primi segnali di un’esposizione eccessiva. Riconoscerli in tempo significa dare valore non solo alla salute, ma anche alla possibilità di continuare questo lavoro nel lungo periodo senza pagarne il prezzo fisico. Per molti professionisti del settore, oggi la vera innovazione non riguarda soltanto colori, tagli o tecniche sempre più sofisticate, ma la capacità di costruire un ambiente di lavoro più sicuro e sostenibile. Perché la qualità di un salone si misura anche dall’attenzione verso il benessere di chi ci lavora ogni giorno.

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