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“Il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera? E’ un evento straordinario, il contagio forse tramite l’aria condizionata”: così Matteo Bassetti

Concorde l’opinione dell’epidemiologo Giovanni Rezza che su Facebook ha scritto che la trasmissione umana è “estremamente rara”
“Il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera? E’ un evento straordinario, il contagio forse tramite l’aria condizionata”: così Matteo Bassetti
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“E’ un evento straordinario quello che si è verificato su questa nave”. E’ così che il virologo Matteo Bassetti ha commentato quanto accaduto sulla crociera partita circa tre settimane fa dall’Argentina e dove si è manifestato un sospetto focolaio di hantavirus collegato alla morte di tre persone. Il virologo spiega a Il Messaggero che il virus ha una trasmissione per aerosolizzazione degli escrementi o della saliva dei topi, il che significa che per infettarsi bisogna ritrovarsi molto vicini ai topi stessi oppure si devono avere altri eventi specifici come la contaminazione “per esempio delle torri evaporative dell’aria condizionata” o del cibo direttamente nelle dispense. Molto rara, ma non impossibile in questo caso, la trasmissione interumana che riguarda “un tipo di hantavirus presente sia in Cile che in Argentina”.

Concorde l’opinione dell’epidemiologo Giovanni Rezza che su Facebook ha scritto che la trasmissione umana è “estremamente rara” aggiungendo però che “dal momento che il primo caso avrebbe sviluppato i sintomi verso la fine della prima settimana di aprile, mentre altri tra fine aprile e inizio maggio, nonostante il tempo di incubazione sia variabile e possa essere relativamente lungo, non si può escludere che la fonte di contaminazione zoonotica si trovi a bordo della nave né una sia pur limitata diffusione dell’infezione per contagio interumano”.

Ad ogni modo sono bassi i rischi di una ampia diffusione del contagio, continua Rezza, il quale spiega che “la pronta identificazione del cluster dovrebbe permettere il contenimento del focolaio stesso. Resta comunque da capire se le persone malate si siano infettate tramite esposizione ad un’unica fonte di contagio, dove e come questa si sia verificata, o se ci sia stata una limitata trasmissione da persona a persona. Pur con tutte le cautele del caso, dovute al contesto sovra-affollato in cui il focolaio si è manifestato, la sua diffusione su ampia scala è improbabile”.

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