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Dazi USA al 25%, l’industria auto tedesca è sotto pressione

La VDA lancia l'allarme su possibili perdite miliardarie e timori per la domanda oltre Atlantico mentre cresce l’incertezza commerciale anche per gli altri paesi europei
Dazi USA al 25%, l’industria auto tedesca è sotto pressione
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L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler portare al 25% i dazi sulle auto importate dall’Unione Europea riaccende le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. L’aumento, rispetto al precedente 15%, arriva in una fase già delicata per l’economia globale e per il settore automobilistico.

Secondo l’associazione dell’industria automobilistica tedesca VDA, le conseguenze potrebbero essere significative. I maggiori costi per i produttori europei rischiano infatti di trasferirsi, almeno in parte, sui consumatori statunitensi, con possibili rincari dei prezzi. Per la Germania si stimano perdite di circa 17,6 miliardi di dollari nel breve periodo, che potrebbero arrivare fino a 30 miliardi di euro nel tempo.

La mossa rappresenta anche un passo indietro rispetto al percorso avviato nel 2024, quando Stati Uniti e Unione Europea avevano raggiunto un’intesa per ridurre le tensioni commerciali. Tuttavia, l’accordo non è ancora stato completato, soprattutto per alcune questioni tecniche legate ai dazi su acciaio e alluminio, materiali fondamentali per la produzione di veicoli.

Da parte sua, l’amministrazione americana sostiene che l’Unione Europea non abbia rispettato pienamente gli impegni presi, anche se non sono stati forniti dettagli precisi. Allo stesso tempo, Washington punta a spingere i produttori europei a rafforzare la presenza industriale negli Stati Uniti: le auto costruite in stabilimenti americani, infatti, non sarebbero soggette ai nuovi dazi.

Le istituzioni europee, dal canto loro, ribadiscono di aver agito nel rispetto degli accordi e chiedono chiarimenti, mantenendo aperte diverse opzioni per tutelare i propri interessi. In questo contesto, alcuni osservatori suggeriscono cautela, ricordando come la politica commerciale statunitense abbia mostrato in passato cambiamenti anche rapidi.

Il settore automobilistico resta tra i più esposti. Gruppi come BMW e Mercedes-Benz producono già una parte dei loro veicoli negli Stati Uniti, ma continuano a esportare numerosi modelli dall’Europa. Proprio per questo, eventuali aumenti dei dazi potrebbero avere un impatto diretto sulle loro attività.

Nel complesso, l’ipotesi di nuovi dazi contribuisce ad aumentare l’incertezza in un settore già alle prese con sfide importanti, tra transizione tecnologica e cambiamenti del mercato globale. Molto dipenderà ora dalla capacità delle due parti di trovare un’intesa ed evitare un’ulteriore escalation.

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