Decaduto Renzo Testolin, presidente della Regione Valle d’Aosta: era ineleggibile
Il Tribunale di Aosta ha dichiarato decaduto il presidente della Regione Renzo Testolin perché ineleggibile ai sensi della legge regionale sui limiti di mandato. I magistrati hanno così accolto il ricorso promosso dai consiglieri di opposizione Avs e respinto la tesi sia dell’avvocato difensore del presidente sia quelle della Regione. Testolin, infatti, come previsto dalla legge regionale 21 del 2007, aveva completato il suo terzo mandato nella scorsa legislatura.
Essendo la sua quarta volta in giunta, non poteva essere rieletto in quanto non è una possibilità prevista dalla normativa. Il collegio giudicante ha anche respinto la possibilità di porre la questione dell’incostituzionalità della legge regionale alla Consulta, in quanto non c’è alcun dubbio sulla legittimità della legge che limita i mandati nel governo della Regione, come scrive La Stampa. Ciò vuol dire che non è in contrasto con l’articolo 51 della Costituzione.
Governatore della Valle d’Aosta dal 2 marzo 2023 e confermato il 6 novembre 2025, Renzo Testolin, 57 anni, esponente di primo piano dell’Union valdôtaine, è risultato il primo degli eletti con 3.808 preferenze personali nelle ultime elezioni regionali. La sua nomina a capo di un esecutivo sostenuto dagli autonomisti e da Forza Italia è stata da subito al centro di una querelle, politica prima e giudiziaria dopo, sull’interpretazione della legge regionale che fissa il limite di tre mandati per gli incarichi di governo. Testolin è stato componente della giunta regionale, prima come assessore e poi come presidente, per tre legislature consecutive, oltre a essere stato nuovamente eletto in quella in corso.
Secondo il costituzionalista Enrico Grosso, che aveva redatto un parere a favore dell’incarico, Testolin, “in almeno una delle due legislature immediatamente precedenti a quella del 2025”, aveva ricoperto cariche “per una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno“. E ciò – secondo Grosso – avrebbe reso possibile l’ultima elezione. Secondo il Tribunale di Aosta, che ne ha dichiarato la decadenza del presidente della Regione, il “prioritario criterio dell’interpretazione letterale è anche dirimente nel senso che l’espletamento di un terzo mandato è consentito nel solo caso in cui uno dei due mandati precedenti, il primo o il secondo, abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, non consentendo il legislatore regionale di ricoprire cariche all’interno della Giunta per quattro legislature consecutive”.
“Abbiamo vinto su tutta la linea e nel merito della questione il Tribunale ha giudicato che c’è stata una violazione della legge, Testolin non poteva più essere eletto in giunta”. Così Elio Riccarand, leader di Avs in Valle d’Aosta, commenta la sentenza del tribunale di Aosta che ha accolto il ricorso presentato dal suo partito sull’ineleggibilità alla carica di presidente della Regione di Renzo Testolin. “Non solo, secondo il collegio, la norma in questione è legittima e non ci sono questioni costituzionali, e la Regione non poteva costituirsi in giudizio perché non è un interesse pubblico, ma era una questione soggettiva di Testolin, la giunta non poteva votare la costituzione in giudizio”, ha commentato.
Poi ha concluso: “Siamo molto soddisfatti, eravamo convinti da subito di come la legge fosse chiara e non lasciasse interpretazioni, hanno cercato di usare tutti gli strumenti per cercare di annacquare la questione, ma non poteva ripresentarsi in giunta. Ora questa sentenza, a ruota coinvolgerà anche Bertschy (vicepresidente della Valle d’Aosta, ndr). Che non potrà fare parte della giunta”.