Inchiesta arbitri, curiosità investigativa anche su Inter-Roma. “La procura vuole acquisire i file audio della sala Var”
Allo stato i match sospetti sono cinque, ma c’è curiosità investigativa anche su Inter-Roma dello scorso anno e sul rigore non assegnato all’Inter. Come scritto sul Fatto Quotidiano oggi in edicola, l’indagine della Procura di Milano sul mondo degli arbitri sta mettendo nel mirino anche uno dei match più discussi della passata stagione, decisivo nella lotta scudetto tra Napoli e Inter. Alcuni testimoni, nella trentina di arbitri già ascoltati a Palazzo di Giustizia, hanno riferito di una presunta ingerenza del supervisore Andrea Gervasoni, tra i 5 indagati per frode sportiva, in occasione del rigore non fischiato ai nerazzurri per il fallo di Ndicka su Bisseck. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e per questo la Procura, stando a quanto riferisce Repubblica, si riserva di acquisire al più presto i file audio e video originali di quei minuti in sala Var. Ma andiamo con ordine.
Secondo le ricostruzioni fornite da almeno un paio di fischietti, il Var Marco Di Bello (non indagato) avrebbe risposto “fatti i fatti tuoi” all’assistente Marco Piccinini, che avrebbe suggerito un supplemento di attenzione sul contatto tra Ndicka e Bisseck. A suo avviso, c’erano gli elementi per richiamare al monitor il direttore di gara Michael Fabbri e assegnare il rigore ai nerazzurri. Stando sempre a queste testimonianze, Gervasoni avrebbe “bussato” al vetro per scoraggiare l’intervento del Var. In effetti non ci fu nessuna revisione: il match terminò 0 a 1 in favore della Roma, con l’Inter che perse punti decisivi nella lotta scudetto, poi vinto dal Napoli.
Il dialogo in sala Var di Inter-Roma rimase nascosto per diverse settimane e fu mostrato in ritardo nella trasmissione di Dazn, Open Var, alimentando all’epoca le polemiche e i sospetti del mondo nerazzurro. Nella versione mandata in onda in tv, non c’è riscontro della frase attribuita a Di Bello, tantomeno della presunta “bussata” di Gervasoni. La Procura quindi vuole verificare quanto riferito da alcuni arbitri e se ci siano delle discrepanze tra il file originale e l’audio mandato a Open Var.
In quell’occasione, Gianluca Rocchi ammise l’errore. L’ex designatore ha fatto sapere tramite il suo legale che domani, giovedì 30 aprile, non risponderà alle domande dei pm. Dovrebbe invece presentarsi per l’interrogatorio di garanzia il supervisore Gervasoni. Le sue parole potrebbero essere un primo passo decisivo per chiarire meglio i contorni anche di questa vicenda. Anche se al momento è indagato per frode sportiva rispetto alla gestione della sala Var di Salernitana-Modena.