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Salone dell’auto di Pechino 2026, non solo made in China. I costruttori stranieri rilanciano – FOTO

Tra modelli dedicati, joint venture e strategie locali, i marchi globali provano a difendere spazio in un contesto affollato e competitivo dominato dai player domestici
Salone dell’auto di Pechino 2026, non solo made in China. I costruttori stranieri rilanciano – FOTO
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Non solo Cina. Anche il resto del mondo automobilistico è presente al Salone di Pechino, seppur quasi oscurato dall’interesse per i costruttori della Repubblica Popolare, che ormai valgono due terzi del mercato domestico. I restanti volumi, circa 9 milioni di veicoli, restano sempre molto appetibili per le altre case asiatiche, giapponesi e coreane in particolare, ed europee.

La concorrenza è elevata perché nel paese si concentra la sfida tra un centinaio di produttori. Il gruppo Volkswagen ha lanciato la sua più grande offensiva con dieci modelli di quattro marchi diversi: le novità planetarie esibite a Pechino sono quattro. La ID.Unyx 09 è stata sviluppata assieme alla Xpeng ed è la seconda auto della gamma Unyx prodotta nell’ambito della joint-venture Anhui. È una berlina a zero emissioni da oltre 5 metri di lunghezza destinata al solo mercato cinese.

FAW-Volkswagen ha svelato il Suv elettrico a sei posti ID.Aura T6, un veicolo nato all’insegna del motto “in Cina per la Cina” e lungo attorno ai 5 metri, ossia una trentina di centimetri in meno rispetto alla ID.Era 9X, che dispone anche del range extender. Per solleticare la curiosità degli appassionati, Audi ha esposto la monoposto di Formula 1 R26, oltre che esibire la E5 Sportback, appena premiata come auto dell’anno nel Celeste Impero, e, soprattutto, il suv rigorosamente elettrico E7X01 realizzato in collaborazione con la Saic che dovrebbe essere il “modello della svolta”.

Porsche ha sfruttato l’opportunità per anticipare la declinazione coupé della nuova Cayenne elettrica: grazie all’aerodinamica più efficiente, l’autonomia annunciata sfiora i 670 chilometri, 18 in più rispetto alla migliore percorrenza del modello “normale”.

Sfruttando l’architettura Neue Klasse, la Bmw ha portato a Pechino la rinnovata Serie 7, che beneficia delle celle delle batterie affinate con la Rimac (della quale Porsche ha venduto tutte le quote): per la declinazione elettrica significano una maggiore autonomia e una ricarica più rapida. In Cina sono state presentate anche le varianti a passo lungo delle i3 (promessa con fino a 1.000 km di percorrenza) e iX3, entrambe equipaggiate con tecnologie Huawei.

La Mercedes ha anticipato sia l’aggiornata Classe S sia la versione a passo lungo della GLC elettrica, che dovrebbe spingere le vendite. Passerella anche per la CLA, soprattutto per accompagnare il suo debutto sul mercato.

I coreani della Hyundai hanno proposto al pubblico due Ioniq (il marchio elettrico) pensate per il solo mercato cinese: la berlina V e il suv Earth. Per riguadagnare quote di mercato, nella Repubblica Popolare il costruttore intende lanciare 20 nuovi modelli elettrici, puri o con range extender.

La Nissan ha approfittato della vetrina cinese per presentare due nuovi concept di suv: “Secondo la nostra visione, la Cina non è solo un mercato interno altamente competitivo, ma anche una fonte di innovazione”, ha sintetizzato il Ceo Ivan Espinosa. Uno è l’Urban Suv plug-in “progettato per i giovani clienti cinesi”, mentre l’altro è il Terrano, con il quale il costruttore rilancia un nome iconico, sempre con tecnologia plug-in.

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