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Treviso, il sindaco di Tarzo intitola una piazza alle “32mila vittime di errori giudiziari”. Associazioni e opposizione ricorrono al Prefetto

Polemica nel piccolo comune del trevigiano dove il sindaco leghista Gianangelo Bof ha deciso di intitolare una piazza nell'area del municipio alle "32mila vittime degli errori giudiziari"
Treviso, il sindaco di Tarzo intitola una piazza alle “32mila vittime di errori giudiziari”. Associazioni e opposizione ricorrono al Prefetto
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Gianangelo Bof, parlamentare leghista e sindaco di Tarzo, in provincia di Treviso, assicura: “Non vuol essere un attacco alla magistratura, la delibera della giunta comunale è stata approvata giorni prima del referendum e non l’abbiamo pubblicizzata allora perché non sembrasse una mossa elettorale”. Eppure la provocazione, adesso che il referendum si è concluso con la vittoria di chi ha difeso l’integrità del Consiglio Superiore della magistratura, è piuttosto evidente nella decisione di intitolare una piazzetta alle “Vittime di errori giudiziari”. Basta leggere il testo della delibera numero 29 approvata il 16 marzo scorso, per capire come l’iniziativa adottata su impulso dell’ex coordinatore provinciale della Liga Nord sia perfetta per scatenare uno scontro. “Il sindaco Bof – si legge – dichiara che la presente deliberazione è in memoria delle oltre 32mila vittime degli errori giudiziari in Italia dal 1991 al 2025: innocenti privati della libertà, macchiati dal sospetto, distrutti nel lavoro, negli affetti, e nella dignità. Non solo numeri: persone, storie, esistenze rovinate. Questa Corte sia monito silenzioso per una giustizia più attenta ed umana. Alle loro sofferenze silenziose. Mai più”. Ad approvare il documento, oltre al sindaco sono stati gli assessori Antonella Pol, Michela Cesca, Simone Baldassar e Vincenzo Sacchet.

Lo scontro c’è stato, perché sono insorte le associazioni che hanno dato vita al Movimento per il No al referendum. Si sono rivolte al prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, con la richiesta di bloccare l’intitolazione. Ne fanno parte l’Anpi, Cgil, Arc Treviso, Associazione Volontari per la Libertà Provinciale Treviso, Europa Verde, Movimento Cinquestelle Treviso, Coalizione Civica per Treviso, Compagno è il Mondo, Legambiente Piavenire, Legambiente Treviso, Pd, Possibile, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana-Avs, Spi-Cgil – Sunia, Ugs. Un fronte molto vario che ha firmato un documento: “Nella comunicazione inviata al Prefetto i sottoscritti, ritenendo il comune di Tarzo un ente autonomo e libero di assumere le decisioni che ritiene, ritengono altresì che siano stati lesi l’onorabilità di un organo dello Stato e la sensibilità democratica dei cittadini. E per questo hanno chiesto di esercitare le proprie prerogative al fine di ritirare la Deliberazione di Giunta”. La ragione? “Ci pare un’operazione di propaganda elettorale, se non fosse che determina un impatto sulla toponomastica del Comune che rimane e manifesta la volontà di colpire i pilastri di indipendenza di uno degli ordini del nostro Stato. Questo atto sembra accusare la magistratura di essere insensibile e responsabile di una infinità di casi che sono palesemente gonfiati per screditare la magistratura”.

La piazzetta, ricavata dall’abbattimento di un vecchio edificio, è interna al municipio e dà accesso alla biblioteca del paese. Il sindaco, a sostegno dell’iniziativa, ha ricordato che in Parlamento sono state presentate due proposte per istituire una giornata dedicata a chi è finito in carcere e poi è stato assolto. In realtà, eventuali errori giudiziari o assoluzioni di indagati non avevano nulla a che fare con il referendum, che riguardava la divisione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, nonché la creazione di due Csm differenti. In ogni caso la decisione della giunta è nata nel clima di quelle settimane di acceso dibattito, con un voto che a Tarzo ha visto il “sì” arrivare al 62,23 per cento e il “no” fermarsi al 37,27 per cento.

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