Il mondo FQ

La leghista Matone: “Brucerei la bandiera della pace”. Don Sacco (Pax Christi): “Non si permetta d’insultare un simbolo”

La deputata definisce un "pretesto" l'uso della bandiera. L'ex coordinatore del movimento: "Da Sarajevo alla Palestina, sventolata ovunque. Il suo segretario baciava il rosario e augurava la morte ai migranti"
Icona dei commenti Commenti

Le bandiere della pace? “Io le brucerei”. Hanno alzato un polverone le parole pronunciate dalla deputata della Lega, Simonetta Matone, a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1. Annunciando la partecipazione al corteo organizzato dal suo partito a Milano, Matone ha detto: “Andrò alla manifestazione della Lega pacificamente ma senza bandiera della pace, quelle bandiere io le brucerei perché sono servite a fare tutt’altro”. Parole che hanno trovato una ferma risposta da parte di don Renato Sacco, già coordinatore di Pax Christi e attuale consigliere nazionale: “Guardi a casa sua, che forse è anche meglio”, ha replicato ricordando l’uso del rosario in “netto contrasto col messaggio evangelico” che ha fatto in diverse occasioni il segretario del Carroccio Matteo Salvini.

Secondo Matone, “se porti le bandiere della pace e poi ti stacchi dai cortei, tiri le bombe e massacri le forze dell’ordine sei un cialtrone”. Quando le è stato fatto notare che chi sventolava le bandiere della pace in alcuni cortei non è poi stato responsabile di violenze, la deputata della Lega e magistrata ha risposto: “Ma cosa sventolano? Guardate bene, è sempre un pretesto”. Affermazioni di fronte alle quali don Sacco ha diffuso un breve video: “Non la chiamo onorevole, perché per essere onorevoli bisognerebbe avere un comportamento tale. Come si permette di dire che lei la brucerebbe la bandiera della pace. Ma sa cosa sta dicendo?”, ha detto il sacerdote.

“Innanzitutto la bandiera della pace è un simbolo di un impegno, di una speranza, di una lotta non violenta che dura da decenni. Se pensiamo alla Perugia-Assisi o pensiamo anche a quando Papa Francesco è andato all’Arena di Verona qualche anno fa”, ha ricordato. Quindi ha sottolineato che la bandiera della pace “l’abbiamo sventolata a Sarajevo, a Kabul, in Afghanistan, in Ucraina e Palestina e lei accusa quelli che portano la bandiera della pace di usarla poi per mascherare azioni di criminalità, di pestaggio di poliziotti, di distruzione”.

Don Sacco, presbitero della Chiesa di Novara e tra coloro che parteciparono, con don Tonino Bello, alla marcia di Sarajevo nel 1992, ha quindi attaccato: “Ma davvero siamo fuori di testa e mi sembra che questa donna sia anche un magistrato, quindi peggio ancora. E allora le chiedo come prete di Pax Christi, come uomo di pace: non insulti, non si può permettere di insultare chi usa la bandiera, né tantomeno la bandiera, altrimenti dovremmo dire che il segretario del suo partito quante volte ha ostentato il rosario o qualche statuetta della Madonna e poi, in netto contrasto col messaggio evangelico, ha augurato la morte a migranti. Ha detto cose e ha fatto cose, dichiarazioni indicibili e inconciliabili, con il rosario che ostentava. Quindi, signora deputata, non insulti la bandiera, guardi a casa sua che forse è anche meglio”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione