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A Favara arrivano i vigili urbani: le prime multe scatenano il panico. L’opposizione attacca: “È successo il caos”

L'assunzione di 12 vigili urbani diventa un cambiamento radicale nel piccolo Comune in provincia di Agrigento. E scatta la polemica politica
A Favara arrivano i vigili urbani: le prime multe scatenano il panico. L’opposizione attacca: “È successo il caos”
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“In questi giorni è successo il caos, con l’arrivo – finalmente, dico – dei vigili urbani a Favara”. Così esordisce Miriam Mignemi, presidente del Consiglio comunale di Favara, durante una seduta d’aula. E non mente, i vigili urbani hanno effettivamente scatenato la bagarre nel piccolo paese in provincia di Agrigento, dove da poco sono stati assunti 12 vigili, e sono state aumentate le ore di quelli, pochi, già in servizio. Un cambiamento radicale che ha portato per strada nuove leve della polizia municipale, finalmente in grado di fare controlli, e far rispettare le regole.

Le regole, appunto, quelle che hanno scatenato “il caos” e che hanno acceso la questione perfino in Consiglio comunale. Sembra una scena tratta da L’Ora Legale, il film di Ficarra e Picone che sbancò il botteghino. Ambientato in un paesino immaginario dell’entroterra siciliano che d’improvviso votava un sindaco ligio alle regole, salvo poi pentirsene perché insofferente alla legalità: “Ce lo dovevano dire che era onesto. Ha messo strisce pedonali dappertutto, ce lo deve dire lui dove dobbiamo attraversare la strada?”, così recita uno degli attori del film dei due comici siciliani.

E pare richiamare la cronaca di quel che sta avvenendo a Favara, dove lo scontro politico si concentra proprio sull’improvviso aumento dei vigili e di conseguenza di regole da rispettare, pena le sanzioni. Di certo è stato questo argomento d’aula: “Il punto è che siccome si è creato questo caos – così spiega nel suo intervento la presidente dei Consiglio comunale, di Fdi (già nota per avere pubblicato un video mentre spara con una pistola a salve dal suo balcone a capodanno) – e le attività commerciali ne stanno risentendo, c’è la predisposizione di un parcheggio, delle strisce blu? Perché così è come avere la penna e non avere la carta, prima dobbiamo avere la carta: quindi i parcheggi e le strisce blu, e poi procediamo con un ordine specifico. Perché oggi è successo il caos, e sono sicura che tutti avete ricevuto telefonate da chiunque, compreso il sindaco”.

Ed è il sindaco, Antonio Palumbo, di Rifondazione comunista, alla guida di una giunta con Pd e M5s, che conferma in aula di avere il telefono caldissimo da 20 giorni. Ma risponde alla presidente: “Se non ci sono le condizioni per fare una sanzione, non ne fanno. Sono persone preparate, conoscono la normativa: dobbiamo capire che le regole vanno rispettate, e bisogna anche capire che davanti abbiamo un pubblico ufficiale, spesso ce lo scordiamo, vanno rispettati e vanno rispettate le loro decisioni”. Bisogna difenderli, insomma, questi nuovissimi vigili urbani. E proprio in loro difesa, interviene, durissima, anche l’assessora alla polizia municipale, Laura Mossuto: “Al di là del discutibile significato da attribuire alle affermazioni della seconda carica della città, voglio ribadire che il comando può contare finalmente su forze giovani e preparate che stanno lavorando in simbiosi con le unità già in servizio, con grande entusiasmo”.

Ma di che sanzioni si trattava, esattamente? “Occupazioni di posti disabili, soste in doppia o tripla fila o sui marciapiedi – elenca l’assessora -. Non esiste innanzi a violazioni di questo genere alcun possibile atteggiamento di tolleranza. Trovo poi inutilmente populistica la scelta di giustificare alcune espressioni con le perdite che starebbero subendo i commercianti a causa dei controlli dei vigili urbani. Quando si assicura sicurezza ed ordine lo si fa anche nel loro interesse. In ultimo se la segnaletica e la predisposizione delle strisce è certamente necessaria, nulla inciderebbe sul rispetto delle norme del codice della strada. Volendo rispondere per metafora, cara presidente abbiamo la penna e la carta. E stiamo scrivendo quello che andava scritto da parecchio tempo”.

Non si è fatta attendere la risposta di Mugnemi: “È palese che la mia fosse una richiesta di chiarimenti per dare risposte. I commercianti sono i primi a essere preoccupati per la mancanza di parcheggi. L’assessore, avendo ricoperto il ruolo di consigliere, dovrebbe sapere che il Consiglio comunale è la voce della città e l’aula il luogo deputato a fornire risposte”. Ma le contestazioni partono da lontano: “In consiglio, dove a sostegno abbiamo solo 3 assessori su 24, mi è stato subito contestato l’aumento dell’orario di lavoro per i vigili e le nuove assunzioni”, risponde ancora il sindaco. Che getta acqua sul fuoco: “Quella della presidente è stata semplicemente un’uscita infelice, e la maggior parte dei miei concittadini ha accettato di buon grado il nuovo assetto, più attento alle regole”. Più “vigile”, verrebbe da aggiungere.

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