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Magyar vince in Ungheria, Floridia: “L’Europa democratica è più forte. Una sconfitta per i sovranisti”

La senatrice dei Verdi Alto Adige-Südtirol ha seguito il voto come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d’Europa. "Bocciatura politica per gli alleati del trumpismo. Sconfitta anche per il Governo Meloni"
Magyar vince in Ungheria, Floridia: “L’Europa democratica è più forte. Una sconfitta per i sovranisti”
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“Una straordinaria notizia che rafforza la democrazia, pilastro dell’Europa“. Lo ha dichiarato in una nota Aurora Floridia, senatrice dei Verdi Alto Adige-Südtirol che ha seguito il voto in Ungheria come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d’Europa. In riferimento alla vittoria di Peter Magyar, che ha spodestato Viktor Orban dopo sedici anni di governo, Floridia ha ringraziato i “milioni di cittadine e cittadini ungheresi per la loro eccezionale partecipazione, segnale autentico di democrazia”.

“Ho vissuto direttamente l’intensità di questo voto. – ha detto la senatrice – Una vera sconfitta per i sovranisti che volevano fare dell’autocrazia un metodo di governo”. Secondo Floridia i giorni del voto ungherese sono “destinati a lasciare un segno nella storia politica dell’Europa” perché non sarebbe stato sconfitto solo Orban ma un progetto politico preciso: “Poter svuotare la democrazia dall’interno, piegando le istituzioni, comprimendo i diritti e restringendo gli spazi di libertà e opposizione”.

La senatrice dei Verdi parla di “bocciatura politica per gli alleati del trumpismo“, tacciati nella nota di tentare di condizionare i modelli democratici al di fuori degli Stati Uniti. “Da oggi l’Europa democratica è più forte – dice Floridia – con essa è più forte l’idea che i cittadini possano veramente fermare con il voto chi usa il consenso per indebolire lo Stato di diritto e concentrare il potere”. Un ultimo pensiero poi va alla presidente del Consiglio italiana: “È una sconfitta che riguarda anche il Governo Meloni, che non ha mai nascosto la propria vicinanza politica e culturale a Trump e Orbán. Quel modello arretra perché i cittadini hanno scelto di respingerlo. E questa è una buona notizia per l’Ungheria, per l’Europa, per l’Italia e per tutte le democrazie”.

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