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La Consulta ribadisce: la confisca dei beni è valida anche se il reato è prescritto

La Corte costituzionale si è pronunciata dopo un ricorso arrivato da Lecce: non c’è violazione del principio di presunzione di innocenza se il giudice d’appello decide di confermare una confisca all’imputato prescritto, perché la misura patrimoniale non implica responsabilità penale
La Consulta ribadisce: la confisca dei beni è valida anche se il reato è prescritto
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Si può confiscare un bene anche se l’imputato è stato prosciolto per avvenuta prescrizione del reato. La Corte costituzionale ha ribadito che non c’è violazione del principio di presunzione di innocenza se il giudice d’appello decide di confermare una confisca all’imputato prescritto perché la misura patrimoniale non implica responsabilità penale.

La Consulta si è pronunciata su un ricorso della Corte d’appello di Lecce che aveva sollevato delle questioni relative a un giudizio sull’applicazione di una confisca urbanistica per una lottizzazione abusiva finita penalmente nel nulla grazie alla prescrizione. La Corte costituzionale ha sottolineato che la decisione sull’impugnazione “ai soli effetti della confisca non si pone in contrasto con il c.d. secondo aspetto della presunzione di innocenza sancita” dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo “giacché tale decisione non equivale all’attribuzione di una ‘responsabilità penale’ al prosciolto”.

Il giudice d’appello, prosegue la Corte, quando è chiamato “ad accertare la sussistenza dell’elemento oggettivo e soggettivo del reato, non deve adombrare in motivazione che il processo definito con la dichiarazione di estinzione per prescrizione si sarebbe dovuto concludere in modo diverso”. Dunque, nel caso confermi la confisca, ha il compito, non certo facile, di non addentrarsi in merito alla responsabilità penale ma deve comunque motivare le ragioni della confisca.

Restando in ambito Corte costituzionale si è anche appreso che in vista dell’udienza del 18 maggio sul caso Al Masri, ha chiesto di costituirsi Lam Magok Biel Rouei vittima delle torture del generale libico. A maggio la Corte dovrà stabilire se sia costituzionale la norma in base alla quale il procuratore generale di Roma debba attendere il parere del ministro della Giustizia per dare seguito a un provvedimento chiesto dalla Corte penale internazionale che, nel caso della richiesta di arresto di Almasri, è stato disatteso per il no del governo italiano. ”C’è un’ultima possibilità per Lam Magok di ottenere giustizia – scrive l’associazione Baobab Experience – sarà la Corte costituzionale, lunedì 13 aprile, a decidere se potrà o meno far sentire la sua voce, prendere parola e far valere i propri diritti”.

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