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Sandro Donati sul caso Schwazer: “Una cosa ignobile, una vigliaccata. Gli hanno tolto tutto”

Lo storico allenatore del marciatore è tornato sulla squalifica controversa durante la presentazione del suo libro "Allenare diversamente"
Sandro Donati sul caso Schwazer: “Una cosa ignobile, una vigliaccata. Gli hanno tolto tutto”
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Schwazer? È stata fatta una cosa ignobile, una vigliaccata“. Le parole di Alessandro Donati, suo storico allenatore, sono di chi gli è sempre stato accanto e soprattutto conosce la lotta al doping e il sistema antidoping. Donati è tornato sul tema nel corso della presentazione del suo libro, “Allenare diversamente”, scritto insieme a Francesco Marcello e presentato al CPO Giulio Onesti, dove erano presenti anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, il membro Cio, Giovanni Malagò, il numero 1 Fidal, Stefano Mei e il ct della nazionale italiana femminile di pallavolo, Julio Velasco. “Alex non ha ceduto, abbiamo cercato di resistere, addirittura a 42 anni è tornato a marciare, ma gli è stato tolto tutto e hanno provato a dividerci“, ha spiegato Donati.

Donati è stato allenatore del marciatore altoatesino, condannato proprio dalla Wada e da World Athletics a 8 anni di squalifica per essere risultato positivo a un controllo a sorpresa il primo gennaio 2016. Una vicenda colma di anomalie e incoerenze: A settembre 2025 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ufficialmente aperto un procedimento contro il Governo svizzero, sede del Tas di Losanna, sulla base del ricorso presentato nel 2022 da Alex Schwazer. “In certi sport dove la forza è predominante, il farmaco e il doping entrano – ha aggiunto Donati -. In questi casi è difficile vincere per chi non fa uso di certe sostanze, devi avere per le mani un grande talento e allora può farcela anche senza. Ma se il talento è discreto, è dura. Purtroppo il sistema antidoping non è rose e fiori, ha preso un colpo tremendo quando è esploso il caso Balco. Il sistema dovrebbe avere un altro tipo di organizzazione“, ha spiegato Donati.

Schwazer scelte Sandro Donati nel 2008, dopo la prima positività, quando decise di patteggiare la pena e collaborare con la giustizia, affidandosi all’allenatore simbolo della lotta al doping, per preparare il suo ritorno alle gare per i Giochi di Rio 2016: “Oggi vorrei che prevalessero le proposte. Dopo tanto tempo dedicato non ce la faccio più, voglio fare l’allenatore“, ha concluso Sandro Donati sul tema.

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