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Stretto di Hormuz, Cina e Russa bocciano la risoluzione Onu che prevede “tutti i mezzi difensivi” per liberarlo

La decisione sul testo che inizialmente prevedeva l'uso della forza
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Cina e Russia hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza alla risoluzione sullo stretto di Hormuz, un testo che era stato annacquato rispetto alle richieste dei Paesi del Golfo di prevedere l’autorizzazione all’uso della forza e che comunque non ha ottenuto i voti necessari. A favore del testo hanno votato 11 Paesi, Cina e Russia hanno votato contro, mentre Colombia e Pakistan si sono astenuti.

Il testo iniziale proposto dal Bahrain avrebbe autorizzato i paesi a usare “tutti i mezzi necessari” – formulazione che includerebbe l’azione militare – per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz e scoraggiare i tentativi di chiuderlo. Dopo che Russia, Cina e Francia, tutti Paesi con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, si erano espressi contro il riferimento all’uso della forza, la risoluzione era stata rivista per eliminare tutti i riferimenti ad azioni offensive, autorizzando solo “tutti i mezzi difensivi necessari”. Ma anche questo testo è stato respinto.

“Lo Stretto di Hormuz è di importanza troppo vitale per il mondo per essere usato come ostaggio, per essere soffocato, reso un’arma, da un qualsiasi Stato”, ha affermato il Rappresentante permanente degli Stati Uniti al Palazzo di Vetro di New York, Mike Waltz, dopo la decisione di Mosca e Pechino. “Da tempo sappiamo che questi Paesi sono capaci di atti di ostruzionismo”, ha aggiunto Waltz. Ma il voto “non impedisce agli Stati Uniti” di proseguire la loro campagna militare contro l’Iran. La richiesta del Bahrain, a cui si sono associati gli altri Paesi del Golfo, “non era irragionevole”. “Si trattava di una risoluzione semplice. Russia e Cina avrebbero potuto scegliere partner migliori. Avrebbero potuto stare dalla parte dei nostri alleati del Golfo, ma invece la Russia ha preferito essere un fornitore di equipaggiamenti militari critici dell’Iran. Il mondo sa ora con precisione chi alla stabilità preferisce l’ostruzionismo”.

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