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Artemis II ha battuto il record di Apollo 13, gli astronauti di Orion a 406.777 chilometri dalla Terra

La missione Artemis II non è solo un record di distanza: rappresenta un banco di prova per le tecnologie di navigazione e di supporto vitale necessarie per future missioni di lunga durata verso Marte
Artemis II ha battuto il record di Apollo 13, gli astronauti di Orion a 406.777 chilometri dalla Terra
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È una giornata storica per l’esplorazione spaziale: la missione Artemis II ha infranto il suo record più suggestivo. Dopo 56 anni, gli astronauti sono arrivati alla massima distanza dalla Terra: primato finora detenuto dall’equipaggio della missione del 1970. Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno raggiunto la distanza di 400.171 chilometri toccata dall’Apollo 13 durante il suo rientro d’emergenza verso il nostro piante. Il programma di volo prevede che alle 1,02 italiane Orion si allontani ancora, fino a raggiungere 406.777 chilometri dalla Terra, la massima distanza dalla Terra in assoluto da una missione spaziale con astronauti. Alle 18.41 Orion è entrata nella sfera d’influenza della Luna e la gravità del nostro satellite è diventa la forza dominante sulla traiettoria della navetta. “Stiamo cadendo verso la Luna” hanno detto gli astronauti. In un messaggio con Houston il comandante ha spiegato quali sono le emozioni che provano: “Siamo come un gruppo di bambini quassù. Grazie per il privilegio”.

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Record di distanza e sorvolo lunare

Durante il sorvolo della Luna Orion condurrà osservazioni scientifiche dettagliate della superficie, sfruttando i sensori ottici e strumenti di misurazione avanzati. Quando la navetta passerà dietro il satellite, le comunicazioni con la Terra saranno interrotte per circa 40 minuti: un momento cruciale per i calcoli di navigazione e il monitoraggio delle performance dei sistemi di bordo. Alle 2.35, gli astronauti assisteranno a un’eclissi solare lunare, mentre la Luna passerà davanti al Sole, uno spettacolo visibile solo dallo spazio. Il sorvolo lunare si concluderà alle 3:20, riportando Orion in orbita più sicura e preparando il rientro verso la Terra.

Innovazioni e preparativi

La missione Artemis II non è solo un record di distanza: rappresenta un banco di prova per le tecnologie di navigazione e di supporto vitale necessarie per future missioni di lunga durata verso Marte. Testare le tute pressurizzate, il sistema di comunicazione e le procedure operative in condizioni reali di volo, con un equipaggio umano, è essenziale per affinare protocolli che saranno fondamentali per l’esplorazione spaziale del futuro. L’approccio di Artemis II integra osservazioni geologiche della superficie lunare, raccolta dati sul campo gravitazionale e simulazioni per eventuali atterraggi futuri, in linea con il piano della NASA di creare un’infrastruttura sostenibile per missioni con equipaggio oltre la Luna.

Record nell’era moderna

Il superamento del record di distanza massima dalla Terra, insieme all’avvicinamento più ravvicinato della navetta alla Luna, rappresenta un doppio primato che conferma la capacità dell’uomo di operare in condizioni estreme e di spingersi oltre i limiti storici dell’esplorazione spaziale. Artemis II consolida inoltre la collaborazione internazionale, includendo l’astronauta canadese Hansen, e dimostra la crescente interoperabilità tra agenzie spaziali per missioni complesse. Uno sguardo verso il futuro La missione prepara il terreno per Artemis III, la prima missione che prevede il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare con equipaggio, e per eventuali missioni successive verso Marte.

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