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Il discorso di Trump affossa le borse: mercati europei in rosso, il petrolio torna oltre i 105 dollari al barile

Il discorso alla nazione del presidente Usa ha alimentato l'incertezza sui mercati: sprofondano i listini asiatici, Piazza Affari in apertura scende dell’1,2%. Il Brent è balzato del 4,9% dopo le mancate rassicurazioni sullo stretto di Hormuz
Il discorso di Trump affossa le borse: mercati europei in rosso, il petrolio torna oltre i 105 dollari al barile
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Il crollo dei listini asiatici, l’apertura in rosso di tutte le Borse europee e il petrolio che schizza del 4% a oltre 105 dollari al barile. Sono gli effetti sui mercati del discorso alla nazione del presidente Usa, Donald Trump. Le sue parole, in particolare sulla guerra in Iran, hanno riacceso l’incertezza sulla durata della guerra in Medio Oriente e non sono riuscite a rassicurare i mercati globali. Al contrario, hanno riacceso i timori per una escalation delle tensioni internazionali.

Le borse asiatiche sono sprofondate dopo il discorso di Trump. In particolare Seul, con l’indice generale in calo del 4,47% in chiusura, mentre il Nikkei di Tokyo ha concluso la seduta di contrattazioni cedendo il 2,40%. Chiude in calo anche la borsa di Sidney che perde un punto percentuale. In ribasso, infine, anche tutti i listini cinesi, da Shanghai a Hong Kong.

In questo contesto, le principali Borse europee hanno tutte aperto in rosso. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib che scende dell’1,2%, sostanzialmente in linea con Parigi e Francoforte, mentre Londra è più cauta e segna un calo dello 0,7%. Sempre in tensione i titoli di Stato europei, con lo spread Btp Bund a quota 89 punti base. In rialzo invece di un punto percentuale Stellantis e Tenaris, mentre Eni corre del 3% anche sul rialzo del prezzo del petrolio.

Che è l’altro effetto del discorso di Trump. Il Brent, il riferimento internazionale del greggio, è balzato del 4,9% a 106,16 dollari al barile. Pesa in particolare il fatto che il presidente Usa nel suo discorso non abbia menzionato l’imminente scadenza che aveva fissato per l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la via navigabile cruciale per il trasporto globale di petrolio e gas, dopo aver minacciato in precedenza l’Iran di attacchi statunitensi contro le sue infrastrutture energetiche se lo stretto non fosse stato riaperto. In calo i prezzi dell’oro e dell’argento. L’oro ha perso il 2%, attestandosi a 4.718,70 dollari l’oncia, mentre l’argento ha ceduto il 4,9%, scendendo a 72,39 dollari l’oncia.

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