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Mondiali, la disfatta dell’Italia irrompe in Parlamento: FdI e Lega chiedono la testa di Gravina. “Abodi riferisca in Aula”

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La disfatta calcistica dell’Italia irrompe in Parlamento. Dopo la mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali per la terza volta di fila, la destra di governo si scaglia in coro contro il presidente della Figc Gabriele Gravina, chiedendo le sue dimissioni. In apertura della seduta di mercoledì alla Camera, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata ha chiesto un’informativa al ministro dello Sport Andrea Abodi: “Gravina è il primo, unico e diretto responsabile del fallimento sportivo. Basta con chi per rimanere attaccato alla sua poltrona priva una nazione e intere generazioni di un sogno”, ha accusato. Scettico l’intervento in risposta di Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra: “Per carità, fate le pulizie generali dopo Santanché, Delmastro e Bartolozzi e toglieteci pure Gravina. Ma il punto non è la testa di Gravina, non credo sia con questo tipo di interventi che assolviamo le nostre funzioni”. Mauro Berruto del Pd invece si è associato alla richiesta di un’informativa di Abodi, non però sulle dimissioni di Gravina ma “sulle ragioni che hanno portato a quello che è successo, che è un po’ il culmine di un abisso morale, tecnico, agonistico, sportivo del calcio italian”o.

Il primo politico a farsi sentire, già subito dopo la sconfitta di martedì sera contro la Bosnia, era stato il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami: “Dopo l’ennesimo fallimento, Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”, ha scritto su X. Al mattino gli dà manforte Marco Osnato, responsabile economico di FdI e presidente della Commissione Finanze di Montecitorio: “Credo che ogni sportivo italiano si sia alzato con la tristezza di non vedere l’Italia ai Mondiali per la terza volta e con il desiderio di leggere le dimissioni di Gravina. Il calcio italiano andava rifondato nel 2017 e, nove anni dopo, stiamo ancora aspettando”, accusa. “Il quadro è inequivocabile e le responsabilità sono chiare. Chi guida la Federazione da anni non può continuare a restare al proprio posto di fronte a una serie di fallimenti di questa portata”.

Passa all’iniziativa invece un altro meloniano, Federico Mollicone, presidente della Commissione Sport e Cultura di Montecitorio: “In seguito alla nuova e grave sconfitta della nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo – per la terza edizione di fila – chiederò l’audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in commissione Cultura alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta. L’ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai Mondiali”.

La Lega, invece, sceglie di scagliarsi contro il presidente Figc direttamente dai social del partito: “Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina”, si legge. “È arrivato il momento di dire basta”, accusa il deputato Andrea Crippa, già vicesegretario del Carroccio. Serve una riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della Figc. Rilanciamo subito il limite a cinque extra Ue in campo e l’obbligo di schierare tra i titolari i ragazzi italiani provenienti dai settori giovanili. Se in questi anni non è stato fatto nulla di concreto, la colpa è anche di Gabriele Gravina, una sciagura per il calcio”, accusa.

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