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Il governo vuole la testa di Gravina, il ministro Abodi: “Il calcio va rifondato partendo dai vertici Figc”

Le forze di maggioranza chiedono le dimissioni del presidente Figc. Presentata anche un'informativa in Aula. Berruto (Pd): "Ci spieghino le ragioni di questo abisso". Il M5s: "Non solo Gravina, tutti devono farsi da parte"
Il governo vuole la testa di Gravina, il ministro Abodi: “Il calcio va rifondato partendo dai vertici Figc”
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Ora il governo Meloni vuole la testa di Gabriele Gravina. All’indomani della sconfitta ai rigori dell’Italia contro la Bosnia che ha sancito l’esclusione degli azzurri dai Mondiali di calcio per la terza edizione consecutiva, la destra si scaglia contro il presidente della Figc, chiedendone ufficialmente le dimissioni. L’ultima picconata è arrivata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha sconfessato Gravina: “È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc“, dice a chiare lettere il ministro.

L’attacco della destra di governo a Gravina è cominciato subito dopo i calci di rigore che hanno condannato gli azzurri al fallimento. Il presidente della Figc è ovviamente il primo responsabile del disastro epocale e avrebbe dovuto dimettersi al fischio finale di Bosnia-Italia. Ora il governo cerca di trasformarlo nell’unico capro espiatorio, per guadagnare facili consensi con il pallone e disconoscere le responsabilità che sono in seno alla politica. Il primo post è arrivato dalla Lega già prima della mezzanotte: “Una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina”. Poi è partito l’attacco dei parlamentari di Fratelli d’Italia, da Mollicone a Osnato, da Berrino a Marcheschi. Fino al capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami: “Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”. Per Forza Italia l’attacco più duro è arrivato da Giorgio Mulè: “È da oltre due anni che chiedo a Gravina, inutilmente, di fare un passo indietro“.

Nel frattempo, nell’Aula di Montecitorio il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata ha chiesto un’informativa del ministro Abodi, chiedendo sempre le dimissioni del presidente della Federcalcio. E Abodi a stretto giro si è allineato: “Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”, ha detto il ministro a margine del Premio Città Italiana dei Giovani 2026. Abodi non esclude nemmeno un commissariamento della Figc: “Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti”.

Alla Camera Pd e Avs si sono dissociate dalla richiesta di Caiata. “Non ci convince questa narrazione – ha affermato Marco Grimaldi di Avs -. Convocate pure Abodi, chiedete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete“. Per Mauro Berruto del Pd bisogna indagare “le ragioni che hanno portato all’abisso del calcio italiano”. A suo avviso “le dimissioni di Gravina non vanno richieste, dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Per fare una nazionale servirebbe essere attrattivi su giocatori stranieri che alzano il livello”, ma così non è stato. “Mi interesserebbe ascoltare Abodi sulle ragioni” di quanto accaduto “e sui correttivi per invertire la tendenza”.

Sulla stessa linea anche il Movimento 5 Stelle: “Tre esclusioni consecutive dai mondiali sono la prova definitiva di un movimento che ha perso direzione, credibilità e orgoglio. Ok sentire Abodi, ma qui non si tratta di invocare teste che saltano per rabbia del momento. Si tratta di qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più raro: responsabilità“, scrivono in una nota gli esponenti M5S in commissione cultura. “Chi ha guidato questo fallimento – proseguono i pentastellati – chi lo ha costruito pezzo dopo pezzo, dovrebbe avere la lucidità e il rispetto verso il calcio italiano di farsi da parte senza bisogno di essere spinto. Non solo Gravina, ma proprio tutti. Ricordiamoci che è stato eletto a febbraio dell’anno scorso con quasi il 100% dei voti. Serve un repulisti completo. Il problema è strutturale”, conclude il M5s.

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