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Tutti gli errori tecnici di Gravina, il dirigente che ha mancato due Mondiali con uno stipendio da 250mila euro l’anno

Valutiamo il presidente Figc per il suo operato come dirigente: ha sbagliato a confermare Mancini dopo il primo disastro con la Macedonia, ha sbagliato a esonerare tardivamente Spalletti e ha completato la sequenza di errori affidandosi al trio Buffon-Gattuso-Bonucci
Tutti gli errori tecnici di Gravina, il dirigente che ha mancato due Mondiali con uno stipendio da 250mila euro l’anno
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Inchiodato alla poltrona. Inamovibile grazie alla rete di alleanze e relazioni che ha costruito per blindare il suo potere. Gabriele Gravina, presidente della Figc e responsabile n.1 dello sfacelo del nostro calcio, non si dimette. Scaricherà il barile da perfetto italiano. Dirà – come ha già detto in passato – che non è colpa sua se un giocatore sbaglia un calcio di rigore decisivo o si fa espellere, che non ci va lui in campo, e che un presidente si giudica non dal risultato di una partita ma per il suo operato. E allora Gabriele Gravina valutiamolo da dirigente, da responsabile del Club Italia, la struttura che sovrintende alla gestione di tutte le nazionali, e per cui si è autoattribuito un maxi stipendio che come rivelato dal Fatto e poi confermato dalle inchieste giudiziari sfiora la modica cifra di 250mila euro l’anno.

Nel 2021 vince fortunosamente gli Europei, stelletta che non ha esitato ad appuntarsi sul petto, nonostante fosse merito dell’epopea della squadra di Roberto Mancini, l’unico ct che ha fatto bene sulla panchina dell’Italia sotto la sua gestione, che però è anche l’unico che non ha scelto lui (fu nominato sotto il commissariamento del Coni di Malagò, voluto da Costacurta).

Nel 2022, dopo l’incredibile mancata qualificazione ai Mondiali contro la Macedonia del Nord, fu Gravina a confermare contro ogni logica e buon senso Mancini, con il solo file di blindare la sua poltrona (perché l’esonero del ct avrebbe innescato un effetto domino che rischiava di travolgere anche lui). Una scelta sciagurata che ci portiamo dietro e paghiamo ancora oggi: fu infatti quella la premessa del ciclo negativo che è seguito, con Mancini fuggito in piena estate in Arabia, e la nomina a furor di popolo di Spalletti, che però si è rivelata poi sul campo infelice.

Altro bivio e altro errore nell’estate del 2024. Dopo la figuraccia agli Europei e l’umiliazione negli ottavi contro la Svizzera, fu sempre Gravina a confermare nuovamente Spalletti, sempre con il solito intento (proteggere se stesso). Eppure, era evidente a tutti che il tecnico di Certaldo da ct non funzionava proprio, non aveva legato con i senatori del gruppo e continuava a schierare formazioni senza né capo né coda. L’eliminazione di oggi in fondo nasce da lì: è quella la nazionale che si presenta in Norvegia e rimedia lo 0-3 che compromette l’intero girone di qualificazione, al punto che – quando persino gli spareggi cominciano a sembrare a rischio – Gravina è costretto ad intervenire per esonerare tardivamente Spalletti.

In quel momento avremmo potuto ancora salvarci, perché in fondo c’erano i playoff, a cui sapevamo avremmo incontrato avversarie abbordabili (come poi in effetti è stato). Ma Gravina scelse di delegare la nomina del nuovo ct – quello che si sarebbe giocato la partita della vita – a Gigi Buffon, uno che fuori dal campo non ha alcun tipo di competenza, che ci ha portato il suo sodale Bonucci (altra cima) e in panchina Ringhio Gattuso. Una triade di figurine, scelte appositamente per fare da capri espiatori davanti all’opinione pubblica, confidando nella loro popolarità di campioni del mondo. Un allenatore mediocre, con un palmares di esoneri, finito in un campionato estero di terza fascia (la sua ultima esperienza era stata all’Hajduk Spalato in Croazia), messo alla guida della nazionale, a cui ovviamente non è riuscito a dare alcuna idea o identità di gioco, fino all’eliminazione di ieri contro la Bosnia, quasi inevitabile.

Questi sono i risultati del presidente della Figc: il suo fallimento è anche e prima di tutto tecnico. Con una sfilza del genere di errori, spiegabile solo con incompetenza o proprio malafede, qualsiasi altro dirigente sarebbe già stato da tempo licenziato. Appunto: chi lo caccia Gabriele Gravina?

X: @lVendemiale

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