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Il cda di Mps contesta i consulenti dei fondi per la bocciatura dei suoi candidati per il nuovo board

Ancora un giro di giostra al Palio pre assembleare per il controllo del Montepaschi di Siena. Il consiglio di amministrazione della banca non ha gradito la promozione parziale del proxy advisor Iss che in un parere diramato lunedì ha consigliato ai suoi clienti di appoggiare la lista proposta dal board nel suo insieme, ma poi in dettaglio ha bocciato una buona fetta dei candidati
Il cda di Mps contesta i consulenti dei fondi per la bocciatura dei suoi candidati per il nuovo board
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Ancora un giro di giostra al Palio pre assembleare per il controllo del Montepaschi di Siena. Il consiglio di amministrazione della banca non ha gradito la promozione parziale del proxy advisor Iss, il consulente degli investitori istituzionali in materia di voto che in un parere diramato lunedì ha consigliato ai suoi clienti di appoggiare la lista proposta dal board nel suo insieme, ma poi in dettaglio ha bocciato una buona fetta dei candidati, consigliando di votare contro 8 dei 20 nomi in lista. A partire dall’attuale presidente Nicola Maione e dall’attuale numero uno del comitato nomine, Domenico Lombardi, ovvero i padrini della selezione ai quali non ha risparmiato dure critiche.

E così 24 ore dopo la diffusione del parere del proxy, il cda in carica ha preso carta e penna contestando il parere in una lettera indirizzata ai soci. “Non appare condivisibile una valutazione atomistica dei singoli candidati, e men che meno l’imputazione ad alcuni soltanto degli amministratori uscenti e ricandidati di rilievi di natura procedurale”, si legge nel testo che torna a difendere a spada tratta la procedura seguita e le scelte fatte nella composizione della rosa dei candidati a portare a termine le nozze tra Mps e Mediobanca, inclusa la quota del 13,1% nelle Generali. “In questa prospettiva, non può incidere sulla valutazione del processo e dei candidati la scelta di escludere il precedente amministratore delegato, seguita dalla sua candidatura in una lista concorrente – circostanza inedita”, rileva il consiglio che a sua volta, con la contestazione del proxy, segue una prassi se non inedita piuttosto insolita.

Entrando nel merito, il consiglio rileva come Maione e Lombardi “rappresentano elementi qualificanti dell’assetto complessivo del Consiglio, e come tali debbono essere considerati. La raccomandazione di voto contrario nei loro confronti finisce per incidere su figure che contribuiscono in modo significativo alla qualità e all’efficacia dell’organo amministrativo che la lista del Consiglio aspira a esprimere”. In altre parole escluderli significherebbe sbilanciare troppo il nuovo consiglio e far perdere di senso all’architettura complessiva del tutto. Al punto che si ritiene che “la combinazione di una valutazione favorevole della lista e di un giudizio negativo su singoli candidati, in assenza di elementi sostanziali che ne mettano in discussione l’idoneità, introduce un elemento di disallineamento ed ingiustificata contraddizione nella logica complessiva che deve condurre gli azionisti all’esercizio del voto”.

E poi c’è il deficit di continuità che si verrebbe a creare: dopo che già il consiglio aveva escluso il vecchio amministratore delegato dall’elenco dei prescelti del consiglio per il nuovo board, ora Iss fa piazza pulita anche degli altri superstiti e suggerisce un rinnovamento quasi totale del consiglio, proponendo ai suoi di votare per candidati che nella stragrande maggioranza sono esterni al cda uscente. E così, “pur riconoscendo il ruolo degli advisor di voto”, i cda raccomanda agli azionisti di discostarsi dalla raccomandazione di Iss votando almeno per la riconferma di Maione e Lombardi.

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