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Destra all’attacco di Ilaria Salis: “Ha una relazione col suo assistente pregiudicato”. Cosa dice il regolamento dell’Eurocamera

Il regolamento del Parlamento Ue, nelle "disposizioni relative al personale", dice una cosa diversa da quella dichiarata da Cavedagna: "I deputati non possono assumere parenti prossimi come assistenti". Ma Ivan Bonnin non risulta avere alcuna relazione formale con l'eurodeputata di Avs
Destra all’attacco di Ilaria Salis: “Ha una relazione col suo assistente pregiudicato”. Cosa dice il regolamento dell’Eurocamera
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Fratelli d’Italia mette nel mirino Ilaria Salis. Mentre nel governo e all’interno del partito di Giorgia Meloni continuano a cadere teste, dopo la sconfitta al referendum e gli scandali emersi anche grazie alle inchieste del Fatto Quotidiano, i suoi esponenti decidono di colpire l’eurodeputata di Avs. E lo fanno nelle ore seguite al blitz della polizia, su richiesta della Germania, che ha compiuto una perquisizione nella sua camera d’albergo, scatenando le polemiche sul mancato rispetto dell’immunità dell’eurodeputata: in quell’operazione, Salis è stata trovata in camera con il suo assistente parlamentare a Bruxelles, Ivan Bonnin, ed è proprio su di lui che si sono concentrati gli attacchi di FdI, con il responsabile organizzativo del partito, Giovanni Donzelli, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare per conoscere tutti i suoi precedenti penali perché “l’assistente pagato con i soldi pubblici, quindi con i soldi vostri, che con la Salis divide la camera è un pregiudicato arrestato e condannato nel 2015 per violenza privata e interruzione di pubblico servizio aggravato“. L’eurodeputato Stefano Cavedagna, primo firmatario di una lettera inviata da FdI alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha precisato che il tema della missiva sono gli “stringenti controlli sui casellari giudiziali e l’onorabilità degli assistenti parlamentari, a tutela dell’istituzione e dei cittadini rappresentati. Come può essere che questa persona abbia passato il vaglio del Parlamento?”. Aggiungendo che andrebbe approfondita “l’opportunità di eventuali relazioni affettive tra Salis e il suo assistente parlamentare, dato che è espressamente vietato assumere coniugi, conviventi e persone con cui si ha una relazione stabile“.

Al di là delle questioni puramente politiche, il regolamento del Parlamento europeo parla chiaro. Innanzitutto, e questo smonta la prima obiezione sollevata da Fratelli d’Italia, non viene mai specificato che un assistente parlamentare debba essere incensurato, basta che un’eventuale condanna non crei conflitti d’interessi rispetto al ruolo che la persona in questione andrà a ricoprire. Non è il caso di Bonnin che, registrato come assistente accreditato a Bruxelles, è stato condannato nel 2015 per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. I fatti contestati facevano riferimento al suo periodo universitario, a Bologna, quando militava nel collettivo Hobo e fu protagonista di picchetti che impedirono il libero accesso a studenti e docenti. Per questo fu condannato a sei mesi di reclusione, poi commutati in una sanzione da 15mila euro.

Una vicenda giudiziaria che, oltre a essere risolta ben oltre dieci anni fa, non confligge con il ruolo di assistente accreditato a Bruxelles. In Fratelli d’Italia lo sanno bene, dato che il loro capodelegazione all’Eurocamera, Carlo Fidanza, ha patteggiato una condanna a 1 anno e 4 mesi per corruzione, così sottolineano che le verifiche di Bruxelles dovrebbero concentrarsi sul presunto rapporto sentimentale tra Salis e Bonnin. Anche in questo caso, però, il regolamento del Parlamento Ue, nelle “disposizioni relative al personale“, dice una cosa diversa da quella dichiarata da Cavedagna: “I deputati non possono assumere parenti prossimi come assistenti. Gli assistenti devono astenersi da qualsiasi comportamento in conflitto con gli interessi del deputato che assistono e del Parlamento”. Bonnin non è un parente prossimo di Salis, non essendo i due sposati o registrati con un’unione civile, e a Ilfattoquotidiano.it non risulta che i due siano una coppia di fatto. Se così fosse, il regolamento imporrebbe la fine del rapporto lavorativo. Una convivenza stabile tra i due potrebbe, seppur non citata espressamente nei regolamenti, sollevare la questione e aprire a diverse interpretazioni, dato che essa non implica necessariamente un rapporto sentimentale stabile, ma anche questa non è stata formalmente dichiarata. Se così fosse, ad esempio, a Bonnin spetterebbe un assegno di sostegno economico alle relazioni di coppia che il Parlamento Ue prevede per tutti i dipendenti coniugati ma che, è evidente, lo renderebbe incompatibile con il suo incarico. Una relazione temporanea o occasionale, invece, non solleva alcuna questione di legittimità riguardo alla nomina dell’assistente.

X: @GianniRosini

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