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La Spagna nega le basi e chiude i cieli agli aerei Usa coinvolti negli attacchi all’Iran (compresi i velivoli da rifornimento): “Non partecipiamo a una guerra illegale”

La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all’intervento militare
La Spagna nega le basi e chiude i cieli agli aerei Usa coinvolti negli attacchi all’Iran (compresi i velivoli da rifornimento): “Non partecipiamo a una guerra illegale”
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Oltre a negare l’uso delle basi militari di Rota e Morón, in Andalusia, il governo spagnolo ha chiuso il proprio spazio aereo ai mezzi coinvolti nell’operazione militare di Usa e Israele contro l’Iran. Secondo il quotidiano El País, che cita fonti militari e governative, il divieto non riguarda solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi. Ad annunciare la scelta era stato il premier Pedro Sánchez riferendo al Congresso la scorsa settimana: “Abbiamo negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Morón per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento”, aveva detto.

L’unica eccezione prevista riguarda situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l’atterraggio. Restano invece attive le missioni previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe Usa in Europa. Prosegue anche l’assistenza tecnica alla navigazione aerea, fornita dal centro di controllo di Siviglia, per i voli che non entrano nello spazio aereo spagnolo ma attraversano lo Stretto di Gibilterra, come i bombardieri B-2 Spirit, che partono dalla base di Whiteman, in Missouri, attaccano in Iran e ritornano in un volo di oltre trenta ore senza scali.

La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all’intervento militare in assenza di un mandato di Onu, Nato o Unione europea. Questo ha comportato il ritiro dal territorio spagnolo di diversi aerei cisterna statunitensi, chiave per le operazioni offensive. Tuttavia, Madrid continua a partecipare alle attività difensive della Nato, con la protezione di Paesi alleati e ilmonitoraggio delle minacce missilistiche. E collabora alla difesa di Turchia e Cipro, onorando gli impegni con l’Alleanza e la Ue.

“Questa decisione fa parte della decisione già presa dal governo di Spagna di non partecipare e di non contribuire a una guerra iniziata in maniera unilaterale e contro il diritto internazionale”, afferma il vicepremier Carlos Cuerpo, ministro dell’Economia del gabinetto Sánchez, intervistato dalla radio Cadena Ser. Alla domanda se la scelta possa danneggiare le relazioni economiche tra Stati Uniti e la Spagna, Cuerpo ha assicurato che “i contatti” fra le due amministrazioni “procedono con totale normalità sia a livello tecnico che politico”, come prima della guerra in Iran, “e continueranno a farlo”. E anche le minacce di Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid per il rifiuto di investire in difesa il 5% del Pil non hanno avuto al momento alcun seguito. “Le aziende spagnole operano rispetto agli Stati Uniti nelle stesse condizioni di quelle francesi, tedesche o italiane”, assicura Cuerpo, “poiché come abbiamo detto dal primo momento, le relazioni commerciali si stabiliscono a livello di relazioni bilaterali dell’Unione Europea con gli Stati Uniti”.

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