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Indennità di maternità per le partite Iva, come chiederla e quanto vale l’assegno a seconda della cassa previdenziale

Alle iscritte alla Gestione Separata Inps con reddito da 30mila euro spettano per i cinque mesi coperti 9.860 euro, a quelle della cassa artigiani e commercianti minimo 6.495,00 euro lordi
Indennità di maternità per le partite Iva, come chiederla e quanto vale l’assegno a seconda della cassa previdenziale
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L’indennità di maternità spetta alle lavoratrici dotate di partita Iva indipendentemente dal regime fiscale che hanno scelto (ordinario o forfettario). La procedura per poterlo richiedere varia a seconda della cassa previdenziale alla quale la singola professionista è iscritta, mentre l’ammontare dell’assegno è condizionato dal reddito che è stato dichiarato nel corso degli ultimi anni. Il periodo indennizzato copre solitamente i due mesi precedenti la data presunta del parto ed i tre successivi a quella effettiva.

Indennità di maternità, quanto spetta a chi ha la partita Iva

Le libere professioniste senza cassa iscritte alla Gestione Separata Inps possono ottenere un’indennità di maternità pari all’80% del reddito giornaliero prodotto nel corso dei dodici mesi precedenti l’inizio del congedo. Il requisito base per poter ottenere l’assegno è aver versato almeno un mese di contributi nel corso dell’anno precedente.

Proviamo a fare un calcolo per capire meglio quanto spetti ai fini pratici: nel caso in cui la lavoratrice abbia dichiarato un reddito pari a 30.000 euro, l’indennità per i cinque mesi coperti – sono grossomodo 150 giorni – è pari a 9.860 euro. A questo risultato si arriva effettuando questo semplice calcolo: 80% di 30.000 / 365 * 150. Nel caso in cui il reddito sia molto basso o completamente assente è stato fissato un assegno di 2.037 euro complessivi.

I calcoli cambiano leggermente per le lavoratrici iscritte alla cassa artigiani e commercianti (sempre dell’Inps): l’indennità di maternità, in questo caso, si calcola sull’80% della retribuzione minima giornaliera che viene stabilita annualmente per queste categorie di lavoratrici.

Per il 2026 l’importo è orientativamente pari a 54,12 euro (stima basata sulla rivalutazione del 2,3% rispetto ai 52,90 euro del 2025, prestando fede a quanto indicato dalla circolare Inps n. 31 del 10 febbraio 2026). L’indennità giornaliera è pari all’80% del suddetto importo: 43,30 euro. Moltiplicando la quota giornaliera per l’intero periodo di congedo (cinque mesi, ossia 150 giorni circa), complessivamente spettano 6.495,00 euro lordi.

Come richiedere l’assegno

L’indennità di maternità può essere ottenuta muovendosi contemporaneamente su due fronti: uno medico e uno strettamente amministrativo. Prima di presentare la domanda è necessario che il medico curante trasmetta telematicamente il certificato di gravidanza all’Inps, nel quale deve essere indicata la data presunta del parto. È importante assicurarsi di essere in possesso del numero di protocollo del certificato, perché sarà indispensabile inserirlo nella domanda online.

Il secondo passaggio prevede l’inoltro dell’istanza all’Inps: la domanda deve essere presentata dopo l’inizio del settimo mese di gravidanza ed entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Dopo il parto, la neo mamma ha trenta giorni di tempo per comunicare la data effettiva di nascita e i dati del bambino (compreso il codice fiscale) attraverso la stessa piattaforma usata per presentare la domanda.

Come verificare lo stato di pagamento

Per verificare il pagamento dell’indennità di maternità, il canale principale è sempre il portale Inps. Esistono due percorsi distinti a seconda che si voglia controllare lo stato di avanzamento della domanda o l’effettivo accredito della somma.

Prima di ricevere il pagamento, è possibile monitorare se la pratica è stata accolta o se è ancora in fase di istruttoria. Una volta che si è entrati all’interno dell’area riservata, si deve seguire il percorso “I tuoi servizi e strumenti” > “Stato di una pratica o di una domanda”.

Nella colonna “Stato domanda” viene indicato se la richiesta è “In lavorazione”, “Accolta” o “In erogazione”. Se appare “Anomalia”, è necessario controllare il tab “Notifiche e comunicazioni” per eventuali richieste di integrazione documenti.

Una volta che la domanda è stata accolta, i dettagli economici si trovano nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino.

L’Inps impiega generalmente fino a 120 giorni per evadere la pratica e procedere al pagamento diretto. Spesso, però, il cedolino è consultabile online circa 5-7 giorni prima dell’accredito effettivo.

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