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Ultimo aggiornamento: 11:42

Ilaria Salis a La7: “Zelanti con me per una segnalazione tedesca, ma con il criminale di guerra Almasri hanno usato il volo di Stato”

“Mi hanno chiesto addirittura se avevo oggetti pericolosi per la manifestazione”. La testimonianza dell'europarlamentare di Avs
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“Quello che è successo è un fatto molto grave. È anche particolare il fatto che siano così zelanti nell’effettuare un controllo su una segnalazione estera relativa a un volto noto dell’opposizione proprio la mattina di un corteo nazionale, mentre quando hanno fermato un criminale di guerra come Almasri, su cui pendeva un mandato di cattura da parte della Corte Penale Internazionale, l’hanno rimpatriato con un volo di Stato“. Sono le parole pronunciate dall’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis, intervenendo a In altre parole, su La7.
Sabato mattina intorno alle 7, due agenti della polizia si sono presentati nella camera d’albergo di Roma dove alloggiava Salis, arrivata due giorni prima da Bruxelles per partecipare alla manifestazione “No Kings”. Secondo la ricostruzione dell’eurodeputata, gli agenti hanno chiesto i documenti e hanno effettuato accertamenti durati quasi un’ora, rivolgendole domande sul suo arrivo a Roma, sul programma della giornata e soprattutto sulla manifestazione, inclusa la richiesta se avesse con sé “oggetti pericolosi”.

La Questura di Roma ha spiegato che si è trattato di un atto dovuto scattato automaticamente dal sistema Schengen su segnalazione delle autorità tedesche. Gli agenti avrebbero effettuato un semplice controllo di identificazione, senza perquisire la stanza e senza redigere verbale.
Intervistata da Massimo Gramellini, Salis ha raccontato la sua testimonianza: “Sento bussare, la polizia apre, mi alzo, vado ad aprire la porta, mi chiedono di mostrare i documenti. Gli faccio presente che sono un’eurodeputata, loro hanno detto che erano lì per accertamenti che sono durati praticamente un’ora. Mi hanno anche rivolto delle domande… addirittura mi hanno chiesto se avevo con me degli oggetti pericolosi per la manifestazione. Gli ho detto: ‘Io ho dei libri, non so se i libri possono considerarsi oggetti pericolosi’“.

L’europarlamentare ha contestato soprattutto la tempistica: “Mi chiedo perché questo controllo non è stato effettuato venerdì mattina, visto che sono arrivata in albergo a Roma giovedì sera. Il controllo è stato fatto invece sabato mattina, proprio nella giornata della manifestazione. Mi è sembrata una follia“.
Salis ha poi sottolineato quello che considera un doppio standard rispetto al caso Almasri, il generale libico accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l’umanità. Il criminale di guerra fu arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, poi scarcerato dopo due giorni per vizi procedurali e infine immediatamente rimpatriato in Libia con un volo di Stato italiano. La decisione ha provocato le forti critiche della CPI, che ha deferito l’Italia per mancata cooperazione.

Riguardo all’ipotesi che il governo non fosse informato, Salis ha espresso perplessità: “Questo non credo. Comunque, la polizia risponde al ministero dell’Interno, per cui se il governo non ne sapeva niente, è un fatto ugualmente grave. Penso invece che l’idea di questo governo sia quella di andare nella direzione delle democrazie illiberali“.

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