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L’eurodeputata Salis controllata in hotel: la segnalazione dalla Germania. Lei al Fatto: “Mi chiedevano del corteo”

Era una segnalazione Schengen che richiedeva un controllo e raccomandava anche “cautela”, come se si trattasse di una persona pericolosa. La questura: "Atto dovuto"
L’eurodeputata Salis controllata in hotel: la segnalazione dalla Germania. Lei al Fatto: “Mi chiedevano del corteo”
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Per quanto abbiamo potuto capire, in assenza di conferme ufficiali, è arrivata ai primi di marzo dalla Germania la segnalazione che ha indotto la polizia ad andare a controllare Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra, nell’albergo in cui alloggia a Roma. È successo a poche ore dal corteo No Kings in programma oggi, 28 marzo, con partenza alle 14 da piazza della Repubblica.

“Stamattina molto presto sento bussare alla mia stanza, in hotel. Sento dire: ‘Ilaria Salis?’ Chiedo: ‘Chi è?’. ‘Polizia’. Ho aperto – racconta l’eurodeputata al Fatto – mi hanno chiesto il mio documento, dicevano per accertamenti, ma questi accertamenti sono andati molto per le lunghe, sono stati quasi un’ora sulla porta. A un certo punto hanno cominciato a farmi delle domande, mi hanno chiesto se avevo intenzione di andare alla manifestazione oggi pomeriggio, ho risposto di sì. Mi sembrava fossero interessati a questo. Poi mi hanno chiesto anche se avevo degli oggetti pericolosi? Ho risposto che ho dei libri, documenti, il computer”.

Salis ha reso noto l’episodio su Twitter: “Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere…viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica! #NoKings”. Per i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni è “una vicenda di una gravità inaudita. Pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi”.

Subito la questura di Roma ha spiegato per i canali ufficiali che è stato un “atto dovuto”, non un’iniziativa propria, men che meno in applicazione dell’ultimo decreto sicurezza (23/2026) con cui il governo ha introdotto i fermi preventivi in occasione dei cortei, certamente non applicabili a una europarlamentare. All’origine c’era appunto “una segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”.

Era dunque una segnalazione Schengen che richiedeva un controllo e raccomandava anche “cautela”, come se si trattasse di una persona pericolosa. In generale, quando una persona si registra in un albergo, in automatico in Questura si accende la lucina del sistema alloggiati web e parte il controllo. Alla polizia risulta che sia durato meno di mezz’ora e non un’ora. Ma insomma, tutto qui. Ovviamente tutto si è svolto senza tensioni.

Salis però replica: “Ero in albergo da giovedì sera, ieri ho lavorato qui a Roma. Perché il controllo proprio stamattina, il giorno del corteo?”. Peraltro la segnalazione risale ai primi di marzo ma per tutto il mese Salis non ha avuto controlli di alcun genere. Va da sé che la vicenda non ha nulla a che vedere con l’Ungheria e con la drammatica esperienza di detenzione che Salis ebbe nel Paese di Viktor Orbán, dove fu accusata di aver partecipato al pestaggio di un neonazista.

Un episodio simile a quello che ha riguardato Salis era già successo all’attivista brasiliano Thiago Avila, uno dei leader della Global Sumud Flotilla, lo scorso novembre a Genova, per una segnalazione dalla Spagna. Resta da capire come mai le autorità di polizia di Berlino abbiano richiesto un controllo su una europarlamentare italiana. Qualcuno ce lo spiegherà.

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