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Dal 40enne Dzeko al 18enne Alajbegovic, la Bosnia sfida l’Italia. Gattuso: “Ora dobbiamo scalare l’Everest”

La squadra guidata da Sergej Barbarez ha eliminato il Galles a Cardiff, guadagnandosi la finale playoff contro gli azzurri, in programma il 31 marzo a Zenica
Dal 40enne Dzeko al 18enne Alajbegovic, la Bosnia sfida l’Italia. Gattuso: “Ora dobbiamo scalare l’Everest”
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Sarà la Bosnia l’ultimo ostacolo tra l’Italia e il Mondiale 2026. La squadra guidata da Sergej Barbarez ha eliminato il Galles a Cardiff dopo una lunga battaglia conclusa ai calci di rigore (5-3), guadagnandosi la finale playoff contro gli azzurri, in programma il 31 marzo a Zenica, il piccolo fortino dei bosniaci alle porte di Sarajevo. I padroni di casa erano passati in vantaggio al 51’ con James, autore di un tiro da 30 metri, prima del pareggio di Edin Dzeko, arrivato all’86esimo con un colpo di testa. Dal dischetto il rigore finale porta la firma del giovanissimo Kerim Alajbegovic.

Il volto della Bosnia è proprio quello di un gruppo capace di unire esperienza e talento emergente. Da una parte c’è Dzeko, 40 anni, leader e simbolo della nazionale, primatista di presenze (147) e gol (73), ancora decisivo nei momenti chiave: il suo pareggio nel finale ha riaperto una partita che sembrava compromessa. Dall’altra c’è Alajbegovic, ala sinistra classe 2007, entrato a mezz’ora dalla fine al posto di Kolasinac: ha servito l’assist per l’1-1 e ha trasformato il rigore decisivo. In mezzo, una squadra solida e tecnica, capace di reggere l’urto anche di fronte al muro rosso di Cardiff.

L’Italia è avvisata. A sottolinearlo è lo stesso commissario tecnico Gennaro Gattuso: “La Bosnia in finale? È una squadra esperta, ha giocatori d’esperienza e lì troveremo uno stadio caldo. Sarà un’altra partita difficilissima, come lo è stata quella di questa sera con l’Irlanda del Nord”. Il ct azzurro non nasconde la posta in palio: “Abbiamo fatto un passettino, ora dobbiamo scalare l’Everest. Ci giochiamo tanto, il formicolio ce l’avevamo tutto. Abbiamo visto i fantasmi, ma ora ci manca un’ultima partita per completare l’opera”. E infine l’obiettivo dichiarato: “Il Mondiale è un traguardo che sogniamo sia io che altre 60 milioni di persone e vogliamo raggiungerlo”.

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