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“Sono stato 3 volte in ospedale, ma ho un dovere verso la Romania. Non fuggo da codardo”: Lucescu in panchina nonostante la malattia

Il tecnico non sta bene da diversi mesi, ma vuole portare la nazionale romena ai Mondiali dopo 20 anni: in semifinale affronterà la Turchia in trasferta
“Sono stato 3 volte in ospedale, ma ho un dovere verso la Romania. Non fuggo da codardo”: Lucescu in panchina nonostante la malattia
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“Da dicembre sono finito tre volte in ospedale, ma ho un dovere nei confronti del calcio romeno“. Ormai da diversi mesi Mircea Lucescu lotta con una malattia di cui non ha mai voluto rivelarne la natura “perché non fosse al centro dei discorsi”, racconta a The Guardian l’allenatore romeno che in Italia ha allenato Pisa e Inter e oggi è il commissario tecnico della Romania. La sua nazionale giocherà i playoff per andare ai Mondiali 2026 che si giocheranno tra Usa, Canada e Messico: in semifinale giocherà contro la Turchia, in Turchia, in una sfida già difficilissima. “Giocheremo in un’atmosfera impossibile. La conosco alla perfezione: è lo stadio del Besiktas. Non so se ci sia un modo per arginare il rumore che creeranno. Dovrò spiegare ai miei ragazzi, a quelli che non hanno mai giocato in Turchia, cosa li aspetta”, ha proseguito Lucescu.

Lucescu, 80 anni, proverà a riportare la “sua” Romania al Mondiale dopo 20 anni dall’ultima volta: “Non posso andarmene da codardo. Dobbiamo credere nella qualificazione ai Mondiali. Non sono nella mia forma migliore, ma sono in debito con tutto quello che il calcio romeno mi ha dato”. La malattia gli ha impedito di preparare al meglio la sfida playoff, ma “quando i medici mi hanno detto che potevo continuare ad allenare, mi sono concentrato su ciò che dovevo fare per la Romania”, ha spiegato il commissario tecnico alla vigilia della partita contro la Turchia. “Ho parlato con la federazione e mi hanno detto che non riuscivano a trovare una soluzione. Voglio che i giocatori capiscano che questo momento può definire la loro generazione. I Mondiali sarebbero un traguardo straordinario“.

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