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Ultimo aggiornamento: 15:06

Gratteri replica a Porro: “Studia i numeri e le mappe prima di attaccarmi, sei smentito dai fatti”. Su La7

"Io avrei fatto danni? Dipende dai punti di vista". Il magistrato risponde per le rime a Porro che lo ha accusato di "piagnucolare sui mafiosi"
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“Dopo aver vinto il referendum in modo così chiaro, col Foglio sono pronto a voltare pagina. Non querelo, perché sono stato ampiamente ripagato da questo risultato referendario“. Così il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, risponde a Giovanni Floris, nella trasmissione DiMartedì (La7), chiudendo con fermezza il capitolo degli attacchi subiti nei mesi scorsi dal giornale diretto da Claudio Cerasa.
Interpellato sulle parole pronunciate in passato ai giornalisti del Foglio (“dopo il referendum faremo i conti”), il magistrato ripete il senso di quella frase, respingendo ogni interpretazione intimidatoria: “Non era una minaccia, era in questo senso: poi avrò tempo di valutare le diffamazioni. Da ottobre ad oggi, mediamente, 5-6 giornali mi hanno attaccato ogni giorno. Dopo la vittoria netta del No, considero chiuso il conto. Il verdetto delle urne mi ha ripagato a sufficienza”.

Il procuratore commenta poi le immagini dei magistrati di Napoli che hanno festeggiato la vittoria del No: “Lei sa che io ero in ufficio a lavorare, non festeggio nemmeno il mio compleanno. Si può giustificare quel momento di euforia: erano compressi, hanno sofferto tanto tutti, abbiamo avuto tutti paura che questa riforma passasse. Non è stata una passeggiata dal punto di vista psicologico. Napoli poi è una città effervescente. Personalmente, non è nel mio carattere: non l’avrei fatto. Però è giustificabile dal dato che si è sofferto molto in questi mesi“.

Floris poi gli sottopone le critiche di Nicola Porro. Il giornalista aveva accusato Gratteri di aver “piagnucolato sui mafiosi, sui massoni deviati”, spiegando il voto in Calabria e in altre regioni, quando proprio lì il No aveva ottenuto i risultati più forti.
Il magistrato replica con ironia tagliente e numeri alla mano: “Danni? Dipende dal punto di vista. Io dico solo: informatevi bene, studiate bene i numeri, le mappe”. E snocciola i dati senza esitazione: “In tutte e quattro le province calabresi, tranne quella di Reggio Calabria, e nel distretto di Catanzaro, dove io ho fatto il procuratore per sette anni, ha vinto il No, perché noi con il nostro lavoro abbiamo dato fiducia alla gente e la gente ha creduto nella legalità. Però attenzione: in provincia di Reggio Calabria, in alcuni paesi dove i Comuni sono stati sciolti per mafia anche tre o quattro volte, il Sì ha vinto al 90%“.
Il procuratore non si ferma e allarga lo sguardo alla Campania: “In provincia di Caserta, dove il clan dei Casalesi è presente, ha vinto il Sì nei paesi a più alta densità camorristica. Quindi studiate bene i numeri e le mappe prima di fare ragionamenti approssimativi o di continuare ad attaccare Gratteri”.

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A cura di Paolo Frosina
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