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Salvini colpisce ancora: “Vincerà il Sì con il 54%”. La cifra è giusta, ma a vincere è stato il No

In risposta a una domanda che gli chiedeva un pronostico, aveva risposto: "54% sì, 46% no" e aveva sarcasticamente aggiunto: "Se la becco cosa vinco?". Salvini aveva poi violato anche il silenzio elettorale postando un enorme Sì sui propri canali social, nel giorno subito precedente alle votazioni referendarie
Salvini colpisce ancora: “Vincerà il Sì con il 54%”. La cifra è giusta, ma a vincere è stato il No
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Un pronostico perfetto, con tanto di cifre precise, peccato che il risultato si è rivelato poi esattamente opposto. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, aveva dato la sua previsione per il referendum sulla giustizia di domenica 22 e lunedì 23 marzo, vinto alla fine dal No, ma il risultato ha tradito il ministro dei trasporti consegnandolo nelle grinfie del pubblico ludibrio.

Era intervenuto in collegamento telefonico il 19 marzo, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1 e, in risposta alla domanda del conduttore che chiedeva un pronostico per il prossimo referendum, aveva risposto: “54% sì, 46% no” e aveva sarcasticamente aggiunto: “Se la becco cosa vinco?“. Una domanda che ha sancito il sonoro autogol del vicepresidente del Consiglio dopo i risultati del referendum, che hanno consegnato la vittoria al No proprio con il 54%.

Ad amplificare la non eccezionale prestazione del ministro era stata la violazione del silenzio elettorale nella giornata di sabato 21 marzo, un giorno prima dell’inizio delle votazioni: Salvini aveva postato sul proprio profilo X una foto con un semplice, ma chiarissimo “Sì”, ripetuto anche in didascalia. Nei commenti in tanti si erano scagliati contro il leader della Lega contestandogli la violazione del silenzio elettorale. Da un punto di vista legale il vicepresidente del Consiglio non ha violato alcuna legge, non essendo inserita la componente social tra i limiti imposti, ma ha violato una sostanziale prassi che si tiene nei giorni subito precedenti alle elezioni: una scelta che ha amplificato la reazione dei social, già infuocata dal pronostico così “precisamente sbagliato“.

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A cura di Paolo Frosina
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