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Nordio: “Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta”. Ma blinda Delmastro: “Chiarirà”. E Bartolozzi “non è in discussione”

Il ministro minimizza il caso del suo sottosegretario: "Se vai in un ristorante non puoi chiedere la carta d'identità del proprietario"
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“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica“. Ma né Andrea DelmastroGiusi Bartolozzi si toccano. Nel day after della sconfitta al referendum, Carlo Nordio parla a Start su SkyTg24 e fa mea culpa per l’esito del voto: “Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione ammetto che sono stati anche i miei”, dice il ministro della Giustizia. Ma subito ributta la palla del campo opposto: “Però è anche vero che la frase più contestata, che era quella sul cosiddetto sistema mafioso, non l’ho mai detta: è stata una citazione che ho fatto della dichiarazione di un pubblico ministero (Nino Di Matteo, ndr). È stata attribuita a me e da lì si è scatenata una serie di polemiche, tanto che neanche le smentite più forti sono riuscite ad arginare. Fa parte peraltro della politica e quindi non è che mi stupisca più di tanto”, afferma.

Il Guardasigilli però blinda i suoi collaboratori al centro delle polemiche, a partire dal sottosegretario di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, finito nella bufera per i suoi rapporti con la famiglia prestanome del clan dei Senese: “Sono certo che Delmastro riuscirà a chiarire. Se vai a cena in un ristorante non è che puoi chiedere la carta d’identità del proprietario. Io non conosco quali siano i termini di questa vicenda e di questa società perché mi sono occupato di referendum. La vicenda sarà chiarita ma conoscendo Delmastro, al di là di qualche eccesso di comunicazione, di lui tutto si può pensare tranne che abbia qualche contiguità, conoscenza o simpatie mafiose. Lui è il più forte sostenitore di tutti i provvedimenti contro la mafia, del 41-bis, io sono più garantista”.

Blindatura anche per la capo gabinetto Giusi Bartolozzi, che in un dibattito tv aveva invitato a votare Sì per “togliersi di mezzo la magistratura”: “No, assolutamente”, risponde Nordio alla fomanda se la posizione della dirigente fosse in discussione. “Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente. Quindi non credo che questo eccesso di polemica, della quale ho sempre tenuto di tenermi lontano, abbia influito più di tanto”, dice Nordio.

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A cura di Paolo Frosina
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