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Roma, ricorso al Tar contro la strage di alberi: “Abbattimenti anche nei cantieri della metro C. Aggirata la legge con la scusa dei trapianti”

La presidente dell'associazione C.U.R.A.A, Jacopa Stinchelli: "Il Campidoglio non fornisce i numeri reali e in parte li sostituisce con altre specie. Appaiono violate le normative, ora anche nel periodo delle nidificazioni”
Roma, ricorso al Tar contro la strage di alberi: “Abbattimenti anche nei cantieri della metro C. Aggirata la legge con la scusa dei trapianti”
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Prima, gli abbattimenti dei grandi pini nell’area archeologica dei Fori imperiali. Ora, le capitozzature selvagge e la distruzione di platani e alberi storici nelle aree dei nuovi cantieri della metro C, in zone storiche come Castel Sant’Angelo e Corso Vittorio Emanuele, tra commercianti e residenti in lacrime e rivolte sui social network contro misure giudicate incomprensibili e violente. Lecci, platani, paulonie secolari e persino, in Viale Mazzini, gli alberi che lo stesso Comune aveva appena piantato.

Secondo il Campidoglio, in molti casi si tratta di alberi che verranno “trapiantati” altrove, quindi non ci sarebbero abbattimenti. Per l’associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti (C.U.R.A.A), la più attiva a Roma nella denuncia sia degli abbattimenti che delle capitozzature illegittime, “nessun cantiere può autorizzare la distruzione di alberi, perché la legge prevede che l’amministrazione faccia di tutto per evitare tagli. Le metro e i tram si fanno in tutto il mondo e non è che ovunque si distruggono tutti gli alberi”.

Così, martedì scorso, l’associazione ha depositato un ricorso d’urgenza al Tar per chiedere una sospensiva cautelare per vedere le carte di diversi provvedimenti, sconosciuti alla cittadinanza, che hanno coinvolto aree e alberature vincolate del Municipio 1 Centro Storico. Il ricorso contiene un’istanza cautelare urgente ex art. 56 c.p.a., con richiesta al Presidente del Tribunale di disporre la sospensione immediata degli abbattimenti nelle more della decisione e dell’acquisizione delle carte. Il Tar per ora non ha concesso la sospensiva e rimandato la sentenza al 15 aprile

“Per i Fori Imperiali l’unica perizia per ora condivisa dal Comune parla di 12 pini, perché allora ne sono stati abbattuti di più? Questo susseguirsi di scempi senza preavviso, senza tregua né trasparenza, ora anche nei cantieri della Metro C, senza rispetto delle norme vigenti allarma la cittadinanza. La nostra richiesta di sospensione è un estremo gesto d’amore per tutelare i diritti e i beni dei cittadini, quindi i pini e gli alberi di Roma”, dichiara la Presidente di C.U.R.A.A Jacopa Stinchelli. Che prosegue: “In tutta Roma scompaiono troppi pini e alberi storici, l’amministrazione comunale, a nostro avviso, non fornisce i numeri reali e in parte li sostituisce con altre specie. Non ci sembra un buon affare per Roma. È in atto un massacro ambientale con danni incalcolabili. Appaiono violate normative a tutela degli alberi nei cantieri e degli appalti, ora anche nel periodo delle nidificazioni”, continua Stinchelli.

A tutto ciò si aggiunge un giallo ulteriore: gli alberi nel Centro Storico vengono capitozzati – tecnica vietata dalla legge e già solo per questo dovrebbe portare a sanzioni – parlando, in molti casi, di un loro presunto ‘trapianto’. Di che si tratta? Secondo l’associazione, non si si fa cenno da nessuna parte degli alberi aggrediti. “Non ci sono determine, provvedimenti, non abbiamo cioè una delibera da impugnare, sono alberi fantasma, avrebbero dovuto essere integrati in un documento che si chiama VIA, Valutazione di impatto ambientale. Invece non c’è neanche un avviso sul sito.” Perché è assente?”. La spiegazione per C.U.R.A.A potrebbe essere questa: “Non avendo i presupposti da malattia dell’albero, sono tutti alberi sani, non li abbattono, altrimenti sarebbero passibili di denuncia, ma sostengono di trapiantarli. Questi alberi mutilati non possono sopravvivere, ne abbiamo parlato con numerosi agronomi, al massimo diventare un moncone che fa dei cosiddetti ricacci. Io li chiamo gli alberi ‘Frankestein’. Per trapiantarli veramente, bisognerebbe fare in maniera opposta, spostare cioè l’intera zolla di terra senza toccare l’apparato radicale. Le immagini mostrano alberi buttati giù e basta. Inoltre, dove andranno? Chi controllerà il loro presunto futuro?”.

Di nuovo, l’associazione ripete con forza un punto. “Nessun cantiere può giustificare la distruzione di piante, anche se i cittadini lo credono, o forse glielo si vuol far credere. La legge è chiara. Se per aggirare la legge ci si inventa il trucco dell’espianto e del trasporto, beh, oltre il danno abbiamo la beffa. Il Comune, questo chiediamo con il nostro esposto, ci deve spiegazioni chiare. A noi e a tutti i cittadini di Roma”, conclude Stinchelli.

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