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Milei decide di uscire dall’Oms, come ha fatto Trump: “L’Argentina vuole piena sovranità sulle politiche sanitarie”

All'origine della scelta, le divergenze con l’organizzazione nella gestione della pandemia di Covid-19. Il governo aveva sostenuto che l’uscita all'agenzia Onu avrebbe garantito un uso più autonomo delle risorse
Milei decide di uscire dall’Oms, come ha fatto Trump: “L’Argentina vuole piena sovranità sulle politiche sanitarie”
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A un anno dalla notifica formale, l’Argentina ha ufficializzato l’uscita del Paese dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), decisa dal governo di Javier Milei. In base alla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, il recesso entra in vigore dodici mesi dopo la comunicazione ufficiale. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri Pablo Quirno su X, ricordando che la comunicazione era stata inviata il 17 marzo 2025 al segretario generale delle Nazioni Unite, depositario della Costituzione dell’Oms. Milei aveva annunciato la decisione nel febbraio 2025, citando profonde divergenze con l’organizzazione nella gestione della pandemia di Covid-19. Motivando la decisione, il governo aveva sostenuto che l’uscita dall’Oms avrebbe garantito maggiore flessibilità nelle politiche sanitarie e un uso più autonomo delle risorse. Quirno, dal canto suo, ha assicurato che l’Argentina continuerà a promuovere la cooperazione internazionale in materia sanitaria attraverso accordi bilaterali e iniziative regionali, mantenendo “piena sovranità e capacità decisionale nelle politiche sanitarie”.

Lo scorso 20 gennaio, Trump ha firmato l’ordine esecutivo per uscire dall’Organizzazione mondiale della Sanità, come durante il primo mandato, accusando l’agenzia di essere sotto il controllo della Cina. In risposta alla decisione della Casa Bianca, il 23 gennaio la California del governatore dem Gavin Newsom è stato il primo Stato Usa a stabilire una collaborazione formale con il Global Outbreak Alert and Response Network, braccio operativo dell’Oms che risponde alle emergenze sanitarie, con l’invio di personale e risorse. “La California non sarà testimone del caos che questa decisione porterà – ha scritto Newsom, possibile futuro candidato democratico -. Continueremo a promuovere partnership a livello globale e a restare in prima linea nella preparazione alla sanità pubblica”.

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